Mafia accademica

Da Cosa Nostra una volta affiliati non si può più uscire, da questo sistema sì e se non lo si accetta o lo si contesta si è vittima di una raffinata lupara bianca: l’isolamento. A differenza che nella mafia nel sistema non ci sporca mai le mani, non occorre fare alcuno sgarbo al disturbatore, perché si va avanti se il vento soffia orientato sulle proprie vele, se non c’è vento è impossibile avanzare.

“Nessuno si salva da solo”, ma i migranti?

Ma ancora fuori dall’Alan Kurdi e dall’Aita Mari si contano i morti in mare: “Dodici persone sono decedute, cinquantaquattro sopravvissute e poi deportate a Tripoli, Malta ha agito illegalmente favorendo il trasferimento in Libia dei migranti. Questa non è la prima che Malta agisce da criminale, infatti è prassi: le persone tentano di scappare dai centri di detenzione libici per raggiungere le coste europee, non vengono soccorse per più tempo possibile dalle autorità competenti che ne sono a conoscenza. A questo punto interviene o la società civile se può, oppure Malta respingendo e portando in Libia chi è scappato da guerre e torture” afferma Casarini.

I tirocinanti della Regione hanno diritto alla retribuzione.

“La lentezza della burocrazia ci sta danneggiando. Alcuni colleghi non possono essere retribuiti perché le loro pratiche e quindi i loro dati non sono stati registrati in tempo presso il centro d’impiego di riferimento”- afferma Daiana- “ I prerequisiti sono gli stessi sia per il tirocinio che per ottenere il reddito di cittadinanza quindi siamo in bilico: sulla carta non siamo disoccupati, ma stagisti e per questo non è previsto nessun cuscinetto per noi. Siamo abbandonati a noi stessi.”

Cosa pensano i runners

“Chi corre sa bene cosa significa stare a casa fermi per un infortunio, ad esempio, la salute viene prima di tutto. Verrà il tempo in cui torneremo a gareggiare e ci sentiremo più liberi che mai, tra una falcata e un’altra”- riferisce Michele-“ Chi esce per correre comunque non può diventare un bersaglio per l’opinione pubblica. Insulti nei nostri confronti ne sono arrivati a valanghe. Si, bisogna rispettare le regole, ma giusto, etico e legale non significano la stessa cosa. Una guerra fra chi si allena a casa e chi esce per correre, crea solo attriti che in un momento non possiamo permetterci.”

#Orioles70 – Edizione Straordinaria!

Settanta mi dà tanto. È il titolo dell’edizione straordinaria de I Siciliani giovani per festeggiare il 70° compleanno di Riccardo Orioles. Un numero speciale che racconta il giornalista milazzese: dagli anni di Lotta Continua agli inizi al Giornale del Sud, da I Siciliani di Pippo Fava fino al riconoscimento nel 2017 dei benefici della Legge Bacchelli dopo la campagna #mandiamoinpensioneOrioles.

I luoghi, i ricordi, l’impegno, le speranze, l’attivismo politico, il futuro. Lunga vita al nostro Riccardo!

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Vite difficili. Namir

“Mi chiamo Namir, ho venticinque anni e sono venuto qui in Italia otto anni fa, da solo, lasciando parenti e amori in Egitto, la mia terra. Mi chiedono cosa sia cambiato rispetto a prima. Rispondo sempre che lavoravo lì e continuo a farlo qui”.