Gli articoli del mensile I Siciliani

dalla Rete:

La NATO amplia Sigonella. L’Aeronautica espropria, la Procura indaga e i privati incassano

La NATO decide di allungare le piste della base di Sigonella per i decolli e gli atterraggi dei velivoli tanker destinati a rifornire in volo i cacciabombardieri alleati; l’Aeronautica Militare italiana pensa agli espropri dei terreni e due ufficiali provano a farci la cresta; il nonagenario patron dell’editoria e dell’imprenditoria siciliana dice no ma alla fine ottiene e intasca il massimo dall’affaire.

Quella volta che i fascisti

La strada che tagliava in due quel piccolo borgo di Romagna, una donna e un uomo, la percorrevano tirando un carrettino con tre uomini anziani uccisi bruciati nella casa del popolo dai fascisti. Di Giovanni Caruso

A MILAZZO LA MAFIA NON ESISTE. E NEANCHE DON SARO C.

Condividiamo pienamente il dolore e l’amarezza. Ma anche tanta rabbia. E ci chiediamo cosa avrebbe scritto e commentato Leonardo Sciascia se avesse mai dovuto narrare l’intera vicenda personale e processuale del Principe nero di Barcellona Pozzo di Gotto e quale dolorosa immagine del tramonto sul Tirreno dalla baia di sant’Antonio ci avrebbe lasciato Vincenzo Consolo dopo aver appreso che quel paradiso confina con l’inferno delle morti per mafia.

Lucano. E Falcone, e Pertini

Due anni fa, come ospite d’onore all’annuale manifestazione dei “Siciliani”, invitammo Mimmo Lucano. Il prossimo cinque gennaio, lo inviteremo di nuovo, e con più forza di prima. Ci sono anni difficili da affrontare, ma le nostre bandiere si chiamano Falcone […]

I sommersi

La rivolta social(e) è iniziata una settimana fa, dopo aver appurato che Catania è sommersa dalla spazzatura da quando la discarica di Lentini ha smesso di accogliere i rifiuti della città.  Elena (nome di invenzione), una ragazza di ventiquattro anni […]

MINIATURA DI UN QUADRO DI GIUSEPPE FAVA SULL’ISS

Seguendo questa ideale analogia, la Fondazione Fava, oltre a Studio sul Dolore, ha proposto di inviare sulla Luna anche un campione della terra del Giardino di Scidà, a simboleggiare la speranza che l’esplorazione umana e la colonizzazione della Luna possano essere libere da profitti e interessi privati, favorendo uno sviluppo sostenibile per tutti. Senza più appropriazione indebita, corruzione, abusi e violenze.

“Vorrei che il Pride ci fosse tutti i giorni”

C’è chi dice che i diritti sociali vengono prima dei diritti civili. Che gli scioperi per il lavoro valgono più dei Pride. Ne abbiamo discusso con Lorenzo Pistorio, attivista del movimento LGBTQI, di mestiere rider. “Il mio è uno dei lavori più infami del mondo. Sono tra quelli che sia con l’acqua, sia col vento ti portano il cibo a casa. Corro tutti i rischi di stare in strada, di notte, in bicicletta. Il mio mestiere è tutelato poco, è tutelato male. Da rider e da persona trasngender vi dico che il Pride non è solo necessario ma è fondamentale”.

“Ci vogliamo vive”

Di fronte al silenzio maschile, i movimenti femministi lanciano un appello agli uomini. Isolare i tipi violenti tra i propri amici, affrontare i problemi, denunciare chi diffonde video intimi nelle chat. Parla un ragazzo africano: “La prima responsabilità viene dal quotidiano, dal non mettere in contraddizione le schifezze che escono dai nostri discorsi. La radice delle uccisioni nasce nei luoghi che frequentiamo, nelle chat, nelle battute, in ciò che ci pare banale. La società insicura comincia qui”.