Supereroine

Bellissimi alle manifestazioni, con i loro cartelli di cartone, con le scritte sulla faccia. Non sono reduci, non lo vogliono essere. Non hanno il mito di chi ha lottato prima di loro, sono protagonisti del loro tempo. Sanno di dover combattere una battaglia enorme e sanno pure che non può essere persa. Lontanissima da loro l’immagine del romantico rivoluzionario votato alla sconfitta, del regicida solitario, del Don Chisciotte consapevole della propria inefficacia,. Questi ragazzi assomigliano di più a quei supereroi della Marvel che nonostante tutto riescono a salvare l’umanità e il pianeta dai cattivi. Supereroine, perché questo movimento è guidato ovunque da donne. Una rivoluzione nella rivoluzione, finalmente.

La città senza asili nido

Nel resto d’Italia si parla di gratuità degli asili nido, di investimenti straordinari sulla prima infanzia, di diritto all’istruzione sin dai primi mesi di vita. A Catania invece gli asili nido pubblici quest’anno non aprono. Nemmeno uno. Bambini a casa, lavoratrici sul lastrico, licenziate da un giorno all’altro e famiglie nel panico per conciliare lavoro e figli.

Effetto Karoshi

Il lavoro in Giappone è valutato secondo la quantità e non secondo la qualità. Le promozioni non dipendono dai meriti, ma dall’età e dagli anni di servizio. In media si lavora dodici ore al giorno, di solito tutte di seguito. Un mare di sacrificio e di conformismo. La morte per troppo lavoro in Giappone ha un nome preciso: “karoshi”.

E la fabbrica? La portiamo in tasca.

“Ma sei libero, puoi scegliere tu quando lavorare”. Immaginate una fila di persone che aspettano davanti un cancello, tante mani alzate la mattina presto e uno col cappello che fa entrare i primi lì davanti: questo si chiama caporalato! “E il padrone?”, il padrone è quello che possiede l’applicazione.

Catania Felicissima nei giorni di Borsellino

Nessuna delle organizzazioni promotrici e nessuno degli ospiti è estraneo a processi per associazione a delinquere. Sanfilippo Editore, Piraneo, Pogliese, Paino indagata per corruzione all’Università; La Sicilia di Ciancio, in particolare, trovasi sotto sequestro giudiziario per concorso in associazione mafiosa. Non si capisce bene che cosa c’entri con questa gente Addio Pizzo, ma in fondo siamo a Catania, no?

Che cosa tiene su i siciliani

“Tuffati” disse lu re. ‘U caruso guizzò lestamente giù diritto come un pesce (da donde il nome) e per qualche picca di lui non rimase che il colliè di bollicine su dall’acqua profonda. Eppoi le bollicine si ruppero e ricciuta e ridente rivenne su la testa. “Rieccovi l’anello, maestà!”. “Bene!” sorrise il re.

Il Pride più grande di sempre

Un fiume coloratissimo e allegro di gente ha inondato Catania sabato pomeriggio per il Pride, la manifestazione del movimento lesbico, gay, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale. A cinquant’anni esatti dai moti di Stonewall. Una partecipazione oltre ogni aspettativa, difficile da quantificare. Il corteo partito da piazza Cavour alle sei del pomeriggio ha raggiunto verso le otto di sera piazza Università, talmente piena che molti manifestanti non sono riusciti fare ingresso in piazza. Mai nella storia della città di Catania così tante persone hanno partecipato a un gay pride.

Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.

Ultima fermata?

Durante la corsa si è soliti chiacchierare del più e del meno: “Certo che fa proprio caldo in questi giorni” dice l’autista stremato, con fazzoletto alla mano per asciugare la fronte e l’altra sul volante. “Mi scusi per la domanda, ma è vero che le linee Amt verranno sospese entro il primo di luglio?”.