L’anima di Forcella si chiama Annalisa

«Quando morì Annalisa ci fu un clamore tale che tutti si sentirono spinti ad occuparsi del tema e a dare una mano, per dare una giustizia non solo giudiziaria ma anche sociale in risposta al dolore del padre di Annalisa – racconta Pino – Il dolore di Giannino è stato il motore dell’associazione e di tante cose che ci sono state nel quartiere. Se lui non si fosse spinto così tanto nel cercare a tutti i costi di non gettare la spugna, di non arrendersi, di non scappare, e valorizzare invece il ricordo della figlia, le istituzioni non sarebbero state stimolate al punto da aprire una scuola intitolata ad Annalisa nel quartiere e ad aprire gli spazi recuperati dall’abbandono».

Il cavallo di Santiago

La differenza tra quiltros e cuicos <<una tensione di classe che riconosco nella letteratura, non è superata. Al contrario, oggi più che mai, le contraddizioni del capitalismo sono in crisi. Per questo è scoppiata la rivolta nel 2019: sono le braccia del popolo, sfinite nel sostenere la piramide sociale, che usano la loro energia per costruire qualcosa di nuovo, a partire da un cambio radicale, dal disordine, dal caos>> ragiona Uribe.

E luce fu

Ovviamente Villari, Puglisi, Deodati, Odevaine e tutti gli altri sono innocenti fino a condanna definitiva in primo, in secondo e terzo grado e magari davanti alla Suprema Corte Europea. Ma possiamo dire, sommessamente e con tutto il garantismo possibile, che noi fra i nostri firmatari questi signori e i loro conoscenti, parenti, amici e persino vicini di pianerottolo preferiremmo non averli?

“I sogni non pagano l’affitto”

Solo il 64,9% di giovani in Italia (Eurostat 2019) trova lavoro a tre anni dalla laurea, la media europea è dell’85%; ma per quei pochi che riescono, la strada è solo in salita e non è detto nemmeno coincida col percorso di studi affrontato

Sul caso Gregoretti

L’audizione dei ministri Lamorgese e Di Maio come testimoni sul caso Gregoretti si è svolta in una giornata caratterizzata dall’ ingresso della Lega guidata dal senatore Salvini nel governo e dalla ripresa di una comunicazione tossica che continua a confondere il piano politico della questione “sbarchi” con i profili di diritto attinenti alla specifica vicenda.

I ragazzi dello Spedalieri

“Vivo costantemente il quartiere da ben quattro anni ormai, è come se fosse la mia seconda casa. Ho imparato negli anni ad apprezzarne sia i lati positivi che quelli negativi. Da anni il quartiere lancia un grido d’allarme perché necessita di aiuto al fine di ripristinare il tessuto sociale ed economico di chi ci abita”

L’assalto alla scuola

I primi due assalti sono del 9 novembre e 10 dicembre, entrambi nel plesso dell’Infanzia, in Viale Castagnola, dove i bambini dai tre ai cinque anni imparano a giocare, leggere, far di conto e a rispettare le regole. Qui vengono rubati giochi, libri, lavagne, denaro raccolto dai docenti come fondo cassa e i soldi dei distributori di merendine, assestando calci e martellate. Sono le loro, di regole, quelle dei banditi.