Obiezione respinta

 Lei è obiettore?” dovrebbe chiederlo ogni donna la prima volta che entra nello studio di un ginecologo. Questa domanda rappresenta l’unico moto di coscienza possibile per Silvana Agatone, ginecologa, non obiettrice, attivista per i diritti delle donne. I medici possono scegliere se applicare o meno la legge 194/78, quindi anche la donna può decidere se farsi curare da chi non le riconosce la libertà ad interrompere una gravidanza, volontaria o terapeutica non importa.

“E io pedalo!”

Qualche giorno fa, infatti, la firma del nuovo contratto nazionale del lavoro tra Assodelivery, associazione delle principali compagnie di cibo a domicilio, come Glovo, Just eat e Deliveroo, e Ugl, è piaciuta talmente tanto ai riders di tutta Italia, che la loro gratitudine è stata immediata: “Non si tratta di un accordo, ma dell’ennesima imposizione di condizioni di precarietà e ricatto, ed è addirittura peggio della legge Catalfo – Di Maio dello scorso novembre.”

AAA.. Via Plebiscito vendesi!

Insomma, morto l’ospedale Vittorio, il quartiere è diventato un fantasma: “Sono rimasto solo io, ha chiuso anche l’autorimessa dell’AMT, mentre gli abitanti sono intrappolati in una sorta di incantesimo: la realtà di questo quartiere era l’ospedale, chiuso questo non esiste nient’altro.”

Mafia accademica

Da Cosa Nostra una volta affiliati non si può più uscire, da questo sistema sì e se non lo si accetta o lo si contesta si è vittima di una raffinata lupara bianca: l’isolamento. A differenza che nella mafia nel sistema non ci sporca mai le mani, non occorre fare alcuno sgarbo al disturbatore, perché si va avanti se il vento soffia orientato sulle proprie vele, se non c’è vento è impossibile avanzare.

Vittoria: qualcuno ‘sciolga’ i commissari

E sono venticinque. Parliamo dei mesi trascorsi dalla commissione straordinaria a capo del Comune di Vittoria, sciolto per mafia. Nel silenzio, distratto o acquiescente, delle istituzioni: dalla presidenza della Repubblica che il 2 agosto 2018 ha firmato il decreto di scioglimento degli organi comunali elettivi, al Consiglio dei Ministri che lo ha prima deliberato, al Ministro dell’Interno che lo ha, ancora prima, proposto.