Il sangue di Genova scorre da vent’anni

Il sangue di Genova scorre nelle nostre piazze, ogni volta che un agente abusa del suo potere, forte di un’impunità garantita dall’anonimato, uno di quelli che dopo le violenze di Genova volevamo responsabilizzare con l’uso di codici identificativi sulle divise, come si fa in tanti altri paesi europei più civili del nostro.

E ora Paternò ha una nuova Voce

 Soffia scirocco a Paternò, e per scendere sotto i quaranta gradi bisogna aspettare che il sole cominci a tramontare. I ragazzi di Voce sono in piazza ogni fine settimana. Credono ancora in una politica diversa e in una città migliore. Ogni tanto, tra le folate di scirocco, sembra di sentire una piccola ventata di speranza fresca.

Il deserto e la speranza

Il comune di Catania li ha messi a bando il 3 giugno scorso per assegnarli in concessione in comodato d’uso gratuito per sei anni ad associazioni del Terzo settore. Debbono essere associazioni ricche, e sono ovviamente escluse quelle tipo Ottocento, notoriamente povere e quindi fors’anche un po’ sovversive.

Catania è più bella con l’arcobaleno

Era il giugno 1969, alcuni newyorkesi si erano recati per trascorrere la serata in compagnia in un famoso bar gay a Greenwich Village, nella Grande Mela. Ad un tratto la polizia fece una retata accusando i presenti di indecenza. Da lì iniziarono i moti di Stonewall: la comunità gay, a gran voce, decise di scendere per strada per farsi sentire e non rimanere invisibile.

Abruzzo, nella pandemia se ne vedono di tutti i colori

La campagna vaccinale è diventata il simbolo e la speranza massima della sconfitta della pandemia. Tra ritardi, proteste per interi territori senza dosi o con una forte scarsità, l’avvio delle campagne vaccinali in Abruzzo ha visto per ben tre volte su tre il crollo della piattaforma web regionale (e in due casi almeno addirittura dell’intero portale della Regione Abruzzo).

Libertà di stampa, la giornata del festival dell’ipocrisia

I social network e l’intero web hanno assunto, in tempi di distanziamento e confinamento sociali, un ruolo informativo sempre più centrale. Nei mesi in cui, l’ultimo rapporto è delle scorse settimane, l’eversione destrorsa, suprematista e neofascista ci inonda di menzogne e bufale i giornalisti e la stampa realmente indipendente – scevra da editori impuri, gruppi di interessi e connivenze con mafie, corrotti e colletti bianchi – ha visto la sua voce sempre più messa in pericolo.