Ciò che conta è laurearsi, non importa come

“Ti laurei lì, senza poter scambiare né auguri né saluti con altri, ma l’emozione è sempre la stessa.” La laurea è un traguardo indimenticabile; segna la fine di un percorso complicato, fatto da aspettative da non deludere e da esami da macinare se si vuole essere “in tempo”. Tuttavia, quello stesso percorso, ora non è più in grado di garantire il lavoro dei sogni una volta riposta la corona d’alloro. Negli ultimi anni, infatti, così come riportato dal Corriere della Sera, è cresciuto il numero di studenti italiani sempre più insoddisfatti dai loro studi; il 10% ha anche ammesso di soffrire di depressione.

Il tabù delle adozioni arcobaleno

Il concetto di “discriminazione” non è insomma insito nella natura umana: è proviene non tanto da una naturale distinzione, ma è arbitariamente prodotto, di volta in volta, da questa o quella cultura. “Per strada tutti mi guardano male se do un bacio al mio compagno, figuriamoci se usciamo con i nostri bambini”- conclude Marco – “Se ancora oggi, dopo millenni di storia, c’è chi vede l’omosessualità come tabù, allora bisogna fare non uno, ma dieci passi avanti sulla via dei diritti e del progresso”

Aiutiamo la scuola: una rete di volontari a vostra disposizione

“Considerando i dati da noi raccolti è emerso un problema di cultura digitale in Italia, ma che non riguarda solo la scuola, già disorganizzata di per sé, bensì tutti i livelli della società. Credo che nel dopo-virus dovremmo accrescere le competenze personali di ciascun insegnante nel campo dell’informatica.”

Una nuova vita a Crotone

“Noi cerchiamo di assisterle a livello fisico e medico, ma soprattutto forniamo un supporto psicologico. Queste persone non hanno bisogno solo di psicologi o medici, ma di qualcuno che tenga loro la mano. Quando li accarezzo sul viso mi sorridono perché avevano dimenticato cosa fosse l’affetto.”

L’addio di Istanbul alla voce della libertà

Ma nessuna risposta è arrivata dal governo. Helin è stata lasciata morire, abbandonata da uno Stato che alla libertà e al dialogo preferisce un assordante silenzio. La lotta della giovane attivista è finita così, ma con lei non è morta la voglia di rivoluzione e di cambiamento in Turchia. E’ qualcosa che finché ci sarà fiato, non si fermerà. Per Helin e per tutti coloro che hanno dato la vita per far sentire la propria voce e quella di chi non ne ha.

Il tuo profilo è di tutti e il profilo di tutti è il tuo

Il tuo profilo è di tutti e il profilo di tutti è il tuo, forse i Beatles avrebbero pensato così il verso iniziale di I Am the Walrus, se avessero fatto musica ai giorni nostri. Siamo tutti in contatto: ci piace pensare di essere sagaci, spiritosi ed originali e speriamo che gli altri se ne accorgano. Postiamo video divertenti, pubblichiamo selfie, condividiamo gli articoli che ci piacciono e recensiamo persino le pizze che mangiamo, sempre però con una finestra aperta sulle vite degli altri, che si comportano proprio come noi. Per questo fermare la diffusione dei contenuti non è impresa semplice: “Se io ho quattrocento numeri di telefono su WhatsApp e invio a tutti anche solo una foto, questa verrà ricondivisa a sua volta.” spiega Alessandro Curioni, imprenditore e giornalista specializzato nella sicurezza informatica.

“Come ti smonto lo sceriffo”

“Decaro non è un divo (…), è piuttosto un eroe da western. Ma non il taciturno John Wayne, che come Ulisse non ha domande ma solo risposte perché è fatto della stessa sostanza degli astri, e sul finale infatti sparisce all’orizzonte dove cielo e terra infinitamente si uniscono. Decaro è pieno di domande. Anzi, ce n’è una che lo tormenta e che sembra non trovare mai una risposta adeguata. E questa inadeguatezza del mondo lo tortura: «E tu che ci fai qui?” continua Jacoviello.

Non siamo carne da fottere e stuprare

Accade, quindi, che più di cinquantamila uomini, sia ragazzi che di mezza età, si riuniscano in un apposito gruppo, accessibile a tutti, intento, ogni giorno, a pubblicare foto di ragazze inconsapevoli, la cui unica colpa è essere donna.

L’arte al tempo del virus

“Direi che l’arte della fotografia ti da l’opportunità di diffondere il tuo punto di vista rispetto a ciò che accade attorno a te. La foto che preferisco ritrae me e Sebastian con un telefono in mano, lui vede me e io vedo lui”- afferma Marta- “Abbiamo creato una connessione mentale dato che non è possibile avere un contatto fisico. La mascherina che in foto l’ha cucita mia nonna a mano.”

SOS: la mafia è immune al virus.

E d’altronde si sa, la mafia opera sempre dove c’è miseria e disperazione: “Si presentano come benefattori dando l’opportunità di una facile liquidità, ma ciò si tradurrà in una cessione della propria azienda nelle mani della criminalità organizzata”- racconta Cuomo- “Le mafie più sofisticate usano intermediari, mandano in giro per l’Italia società finanziarie che nascondono interessi e collusioni criminali. Convincono le imprese a fare affari e acquisizioni di quote societarie.”