Due facce della stessa medaglia

Benedetta Muscato 

 La demolizione dell’ex ospedale Santa Marta di Catania segna la fine di un’epoca, quella degli ospedali come punto di riferimento per il quartiere circostante. 

 

La strada è recintata, gran parte dei ristoranti di via Gesualdo Clementi sono costretti a ritirare i tavoli all’interno, i lavori di demolizione procedono.  

Buttata giù la facciata si scorgono dei bellissimi alberi alti, un miraggio vista la poca vegetazione catanese. 

Se tutto va bene i lavori termineranno entro la fine dell’anno ha detto il Presidente della Regione Musumeci che si è recato sul luogo proprio tre giorni fa. 

“Restituiremo così dignità e visibilità allo splendido edificio settecentesco che era stato inglobato nel complesso edilizio sanitario e riqualificheremo questa importante area urbana di circa quattro mila metri quadrati nel cuore del centro storico” ha affermato il Presidente. 

L’idea è quella di conservare e restaurare l’edificio settecentesco che si affaccia sul cortile alberato e realizzare una piazza in cui verrà inglobato il giardino stesso.  

Il complesso si trova nei pressi di piazza Dante, celebre per ospitare la chiesa di San Nicolò l’Arena e l’annesso Monastero dei Benedettini, sede del dipartimento di Scienze Umanistiche.  

Se da un lato quindi c’è la valorizzazione del patrimonio culturale catanese, dall’altro non si riesce a trovare una soluzione all’emergenza rifiuti.  

La riqualifica delle strade è un punto altrettanto importante ad oggi. Sappiamo già da settimane che la discarica di Lentini è strapiena e quindi, in extremis, si sta ipotizzando la possibilità di esportare i rifiuti all’estero, pesando così ulteriormente sulle spalle dei cittadini per i costi che questa operazione richiede. 

Due giorni fa si è dimesso l’assessore ai rifiuti di Catania, Fabio Cantarella. 

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