Crolla il tetto della scuola. “Ora abbiamo paura e ci ribelliamo”

Il racconto delle studentesse del Liceo Boggio Lera di Catania

“Alle sette e trenta del mattino ci è arrivata un’email dalla scuola: ci informava che non saremmo dovuti andare nella nostra aula e che avremmo fatto lezione in uno dei laboratori. Abbiamo chiesto spiegazioni ma nessuno ci ha detto nulla. I docenti non sapevano niente, nessuno ci raccontava. Con la scusa di andare in bagno, alla terza ora, con una compagna siamo andate a vedere cosa stava succedendo. Noi ci immaginavamo una banale infiltrazione d’acqua, qualcosa che si sarebbe potuto risolvere in qualche giorno. E invece nella nostra classe abbiamo trovato un cumulo di macerie: un enorme buco nel tetto. Eravamo scioccate. Tornate in classe abbiamo appreso che i vigili del fuoco stavano controllando la scuola. All’improvviso è arrivata un’altra email che ci informava che avevamo cinque minuti per sgomberare la scuola. Centinaia di studenti si sono precipitati fuori, sotto la pioggia”. Questo il racconto della studentessa rappresentante di classe.

Il Liceo Boggio Lera di Catania è ospitato da decenni, insieme alla caserma dei carabinieri, nell’ex Monastero della Santissima Trinità, edificio settecentesco nel cuore del centro storico di Catania. Recentemente erano stati restaurati la facciata ed alcuni locali, ma, da quel che si apprende, non il tetto, che oggi è in parte crollato sul corridoio della scuola. Se è stato il maltempo o un cedimento strutturale a causare il crollo lo stabiliranno vigili del fuoco e carabinieri.

“Abbiamo saputo – ci racconta Nina Recupero, rappresentante d’Istituto del movimento Liberi Pensieri Studenteschi – che ha ceduto la trave della parte del corridoio centrale. Ha sfondato il sottotetto, ha creato il buco nel tetto e di conseguenza le macerie. I tecnici della Città Metropolitana (ente che gestisce i locali scolastici ndr) si sono accorti che l’asse principale del tetto è storta e quindi fonte di pericolo per tutto il corridoio centrale. Solo le parti della scuola a piano terra e che hanno coperture più moderne possono considerarsi sicure. Le aree pericolanti non potranno più essere utilizzate chissà fino a quando. I vigili del fuoco hanno accertato che il danno non è risolvibile facilmente”.

Il Sindaco della città metropolitana e il dirigente scolastico dovranno, nelle sedi opportune e davanti alla città, rispondere a molte domande. Perché nessuno ha verificato la sicurezza del Liceo Boggio Lera a seguito delle piogge delle ultime settimane, nonostante alcuni giorni di sospensione delle attività didattiche dovevano proprio servire allo svolgimento dei sopralluoghi? Chi si è assunto la responsabilità di dichiarare l’assenza di pericolo per gli studenti e per i lavoratori della scuola? Chi ha deciso la mattina del crollo di consentire comunque l’ingresso a scuola degli studenti, nonostante il pericolo, nonostante le macerie, nonostante l’allerta meteo?

I rappresentanti degli studenti non ci stanno a considerare quello che è successo come un evento imprevedibile. “Da anni denunciamo le cattive condizioni di sicurezza della nostra scuola” continua a raccontarci Nina Recupero. “Già negli scorsi giorni erano state chiuse delle aree della scuola per i danni causati dal maltempo. Un lucernario era danneggiato. Da anni denunciamo le inquietanti crepe che ci sono su tetti e pareti. Anche nella succursale di corso Indipendenza la situazione non è migliore. La palestra è inagibile da anni”. “Sappiamo che tutto quello che è successo, e sta ancora accadendo, non è tutta responsabilità del Preside, ma non ci siamo sentiti fino ad ora per nulla sostenuti da docenti e dirigenza nelle battaglie che abbiamo fatto per la sicurezza”.

La denuncia del movimento degli studenti già nei primi giorni di ottobre 2021

“Quando ci sono state le piogge e il tornado, e poi siamo tornati a scuola, in tanti ci hanno detto di avere paura che potesse succedere qualcosa. Noi abbiamo provato ad accendere i riflettori, ad alzare la voce, ma in molti ci dicevano che stavamo esagerando, che dovevamo fidarci del Preside che diceva che era tutto apposto. Noi rispondevamo che non era accettabile dover aspettare il peggio per agire. Adesso il peggio è successo. È crollata una parte della scuola, che non potremo utilizzare per chissà per quanti mesi. È crollata una parte della scuola. E sotto poteva esserci chiunque di noi: studenti, docenti, personale scolastico. Adesso la paura c’è davvero, l’abbiamo tutte e tutti. Non è possibile dover andare a scuola con la paura che possa succedere una cosa del genere”. La memoria di Vito Scafidi, studente di diciassette anni, morto sotto le macerie della propria classe a Rivoli, è ancora drammaticamente viva.

“Per tutto questo abbiamo deciso di ribellarci. E sappiamo bene che non è solo un problema del Boggio Lera. Proprio oggi gli studenti e le studentesse del Polivalente hanno denunciato pericoli e degrado della loro scuola. Quello che è successo da noi poteva succedere in qualunque altra scuola che sottovaluta i problemi di sicurezza. Potrebbe succedere in qualunque altra scuola. Dobbiamo unirci con gli studenti delle altre scuole, delle scuole delle altre città. Abbiamo il diritto a scuole sicure”.

Venerdì al Boggio Lera si terrà un’assemblea d’Istituto straordinaria. Sempre venerdì una delegazione di studenti, docenti e personale scolastico incontrerà il Prefetto. Poi la lotta coinvolgerà tutte le altre scuole.

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