A Camilo Catrillanca, compagno

In molti e molte ti ricordano resistendo e così anch’io ti ricordo scrivendo dall’altra parte del mondo. Il tuo popolo vuole la terra rubata dallo Stato, tu sei la rivoluzione.

La propaganda di paura che fa male alla città

San Berillo e la propaganda di odio che fa male alla città. Cento uomini e un elicottero per mettere a segno nemmeno un arresto. Gli indagati oggetto di misura di prevenzione erano già stati arrestati nei giorni precedenti. Una sproporzionata operazione di polizia con l’unico obiettivo di spettacolarizzare come fenomeno criminale la disperazione dei miserabili di San Berillo.

Non lasciateci bruciare vivi

Ad agosto migliaia di incendi hanno colpito l’Amazzonia, la foresta tropicale più estesa del Pianeta, che è compresa tra Bolivia, Brasile, Paraguay, Perù, Colombia, Venezuela, Ecuador, Guyana, Guyana francese e Suriname. La foresta conserva il 20% dell’acqua globale e il 10% delle specie animali, inoltre immagazzina il 25% del carbonio presente sulla Terra. Le fiamme che stanno consumando l’Amazzonia riguardano tutto il Pianeta: aumentano gli incendi, aumentano le emissioni di gas serra.

Effetto Karoshi

Il lavoro in Giappone è valutato secondo la quantità e non secondo la qualità. Le promozioni non dipendono dai meriti, ma dall’età e dagli anni di servizio. In media si lavora dodici ore al giorno, di solito tutte di seguito. Un mare di sacrificio e di conformismo. La morte per troppo lavoro in Giappone ha un nome preciso: “karoshi”.

Rayane e gli altri, sgomberati a Primavalle, potranno studiare grazie a delle borse di studio

Rayane aveva una casa, insieme ai 340 occupanti della ex scuola in via Cardinal Capranica a Primavalle, periferia Nord di Roma. Lo stabile, occupato da venti anni, è stato sgomberato a metà luglio durante una operazione di polizia senza precedenti, tra decine di blindati, defender, camion idranti e addirittura un elicottero. Una comunità dissolta in poche ore, uno schiaffo a persone da anni in emergenza abitativa.

Che cosa tiene su i siciliani

“Tuffati” disse lu re. ‘U caruso guizzò lestamente giù diritto come un pesce (da donde il nome) e per qualche picca di lui non rimase che il colliè di bollicine su dall’acqua profonda. Eppoi le bollicine si ruppero e ricciuta e ridente rivenne su la testa. “Rieccovi l’anello, maestà!”. “Bene!” sorrise il re.