Il virus non si scorda di Lesbo

Alla paura della guerra si somma quella del virus, c’è un bagno ogni centosessanta persone, una doccia ogni cinquecento e una fonte d’acqua ogni trecentoventicinque: “È impossibile mantenere il lavaggio frequente delle mani e la distanza di sicurezza. Ci si sta muovendo per fare evacuare i campi di Moria per prevenire la formazione di un focolaio vista la densità di popolazione. Già prima del virus a Moria la gente moriva di fame e la loro salute erano compromessa. In questo quadro quindi fa molta più paura l’arrivo del virus.”

Dove tutto è iniziato

Ricevuto l’aiuto dello Stato però bisogna essere controllati: “Con le app Wechat e Alipay possiamo pagare di tutto: dal biglietto aereo alla spesa. All’interno di queste hanno inserito un QR Code, un codice a barre letto da smartphone”- continua Ambra- “ Il lettore si trova all’ingresso di uffici e condomini. Se compare il verde significa che ti trovi in una zona sicura, al contrario rosso e giallo indicano che sei a rischio. In queste due applicazioni si trova una mappa che segnala eventuali casi positivi al virus, per il bene di tutti.”

Agostino e Chiara hanno bisogno di aiuto

“Non dormiamo, siamo stressati e non sappiamo cosa fare”- afferma una signora sulla cinquantina- “ Questa non è casa nostra. C’è chi alloggia in ostello e chi in albergo, abbiamo il timore che chiudano tutte le attività come in Italia e quindi potremmo ritrovarci per strada da un momento all’altro.”

Joseph non ci torna a casa

“Anche i ciechi si dimostrano solidali con chi bisogno di una mano: “So che parecchi ragazzi si sono offerti volontari per portare la spesa e le medicine agli anziani. Anche a me piacerebbe dare una mano, penso che mi unirò a loro.”