Solidarietà del GAPA alla famiglia di Salvatore La Fata

Agli organi di stampa:

Il GAPA (Giovani Assolutamente Per Agire) “CENTRO DI AGGREGAZIONE POPOLARE” San Cristoforo Catania

Esprime solidarità e cordoglio alla famiglia di Salvatore La Fata deceduto il 30 settembre dopo atroci sofferenze.

Siamo indignati per l’accaduto e per questo episodio che poteva benissimo essere evitato, in quanto pensiamo che è inammissibile che a un disoccupato gli venga sequestrata la merce dai vigili urbani di Catania solo perché non ha una licenza, cosa che ha provocato un’immediata disperazione del signor La Fata che si è cosparso di benzina dandosi fuoco.

Comprendiamo e da anni combattiamo l’illegalità e le mafie, ma in questa città diventa troppo facile perseguire i più deboli che commettono atti illegali e far finta di niente sulle illegalità dei poteri forti e della mafia.

Riteniamo che questo episodio come tanti altri sottolinei il disagio dovuto alla mancanza di lavoro che ogni giorno fa registrare un numero sempre più alto di disoccupati. Riteniamo che questo orrendo episodio abbia dei responsabili che individuiamo nelle istituzioni locali che fanno finta di non vedere l’ingiustizia sociale e il disagio che soffrono gli uomini e le donne dei quartieri della notra città.

GAPA

2 pensieri riguardo “Solidarietà del GAPA alla famiglia di Salvatore La Fata

  • 02/10/2014 in 22:40
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    IL FUNERALE DI SALVATORE LA FATA SI SVOLGERA’ DOMANI VENERDI ORE 16.00 CHIESA DEI CAPPUCCINI ( A RIDOSSO OSPEDALE V. EMANUELE)

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  • 03/10/2014 in 23:03
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    La chiesa ( sita in un luogo notoriamente abitato e frequentato dal “volgo”) era piena di tanto “umile popolo”. Parenti e amici ( tanti), cittadini indignati ( non molti), rappresentanti delle organizzazioni sindacali ( in piccola schiera). Le istituzioni, pare ovvio per il nostro “elefantiaco” sito, erano massicciamente rappresentati dall’ Arcivescovo. Evidentemente nei nostri luoghi non è ancora arrivata la “ rivoluzione ” civile e democratica…. Nella distinzione dei ruoli.
    Mancavano i rappresentanti ( da singoli o per strutture organizzate) di “ arti, mestieri ed armi”, della media- alta borghesia, dei “censi” e professioni in generale, delle intellettualità “professori del verbo” – in cattedra o meno -.
    La tragedia, dall’alto della loro tranquilla sicumera (sicurezza) quotidiana, non tange. Non turba. Un “normale” incidente popolare. In continuità, quasi, della tradizione……. del “compari Turiddu”….la festa continua, allegramente.
    Una città ormai persa nella rappresentazione dei valori civici, etici e democratici. Della solidarietà umana e sociale, soppressa dalle classi ritornate prepotentemente in auge. In stile fine ottocento. Un bieco corporativismo sociale che ha frammentato i cittadini in decine di migliaia di pezzi. Disoccupazione, precariato, povertà, emarginazione……….gli azi sono esclusivamente di chi li ha!.

    Alla fine della funzione, una quindicina dietro un piccolo striscione. Si declamava lo sciopero generale come momento di ripresa della coesione sociale, richiedendo “ VERITA’ e GIUSTIZIA per SALVATORE LA FATA.

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