Piccole grandi storie

Sono dieci anni da quando è cominciata l’ultima serie dei “Siciliani” che ora si chiamano anche “giovani” (ma lo erano già da prima…). Ne sono passati quaranta da quando i padroni di Catania ammazzarono il nostro amico e maestro, Pippo Fava

Giornalismo

Incriminato, linciato, isolato, assolto. La storia di Pino Maniaci, che ha difeso contro gli indegni il palazzo di Falcone e Borsellino. E adesso, amici miei, continueremo a lasciarlo solo?

Pianeta Terra

C’è una grande campagna siciliana e c’è una vecchia automobile, col motore a metano, che corre ballonzolando sullo sterrato. C’è un po’ di ragazzi a bordo, e anche un vecchio barbuto con gli occhiali neri. Ed ecco una cancellata sullo sfondo, è sempre più vicina, l’auto s’infila dentro nel polverone e scendono giù i ragazzi e poi, più lentamente, pure il vecchio.

Amici miei

Bandiere e panni sporchi: tutto in piazza. C’è molto da camminare, quest’anno. Per cui, allacciamoci bene le scarpe, e andiamo avanti

Maggio

Anche quest’anno, come da tradizione, “I Siciliani” non appoggiano alcun candidato o lista elettorale, limitandosi a raccomandare di non votare candidati collusi coi poteri mafiosi, a qualunque livello e sotto qualsiasi forma.

Auguri, Sebastiano

Folla di auguri su facebook per il compleanno di Sebastiano Gulisano. Non mi ricordo bene (a una certa età gli anni è meglio non contarli con troppa precisione) quanti siano: nel 1984 Sebastiano collaborava con i Siciliani come esperto di fumetto e dopo il 5 gennaio chiese di passare alla prima linea. Fu trasferito nel “settore pesante”, che da noi era quello che si occupava di mafia. Da allora crebbe continuamente in professionalità e militanza, fino a diventare, negli anni ’90, una delle colonne di “Avvenimenti” e della nuova edizione dei “Siciliani”.

L’antimafia fasulla e quella vera

C’è una manifestazione antimafia: che migliore occasione? E subito si fionda in prima fila, appena dopo lo striscione. Ma purtroppo per lui, non è una delle manifestazioni “antimafia” del Gran maestro, ma antimafia vera, i Siciliani giovani addirittura. Una signora lo riconosce e garbatamente gli chiede che faccia là. Lui dà in escandescenze. La gente comincia a voltarsi, don Ciotti lo guarda perplesso, qualche ragazzo comincia a fare “Razzista! Via di qua!”. Lui imbestialisce, si lancia, arrivano i poliziotti e, urlante e scalciante, se lo portano via.