Questa casa non conosce la rassegnazione

“Combatteremo il regime per tutto il tempo che sarà necessario, finquando non ci sarà più”

Questo articolo uscì sui Siciliani la volta che il signor B. vinse le elezioni, tanti anni fa.

“Questa casa non conosce la rassegnazione”. Questa piccola scritta stava nella stanza di Winston Churchill durante la guerra. Subito dopo la sconfitta di Dunkerque – il corpo di spedizione britannico era fuggito a stento, i tedeschi dilagavano trionfalmente dappertutto – Churchill organizzò immediatamente due cose, che a lui sembravano parimenti indispensabili e urgenti. Fece scavare trincee lungo la costa, distribuì le armi ai cittadini, predispose la resistenza di tutti dappertutto: se mai gl’hitleriani fossero riusciti a sbarcare. E predispose gli studi – con decorrenza immediata – per la costruzione dei nuovi mezzi da sbarco per l’esercito inglese. Perchè sul fatto che l’esercito di Sua Maestà prima o poi sarebbe tornato in Europa, egli non aveva il minimo dubbio. E per quel giorno intendeva debitamente tenersi pronto.

* * *

Noi siamo I Siciliani. La situazione presente ci dispensa da ogni lunga dissertazione, che non stia in queste quattro parole, su cosa intendiamo fare adesso. Andiamo avanti. Combatteremo il regime con le inchieste, con le notizie, con la puntuale denuncia di piccole e grandi ingiustizie, con la battaglia culturale, in ogni modo. Lo combatteremo per tutto il tempo che sarà necessario, dovunque e comunque, finquando non ci sarà più. Questo è il nostro programma, e non servono altre parole.

Noi non cerchiamo scuse. Noi non attribuiamo la deplorevole vittoria della destra a errori o insufficienze di questi o quelli, che pur ci sono stati. Noi non ci nascondiamo di chi è stata la vittoria; non d’una destra moderata, civilizzata, europea, ma d’una armata nera che arruola fra i suoi ufficiali tutto il mercenariato – soprattutto in Sicilia – del passato regime. Non ne abbiamo paura.

(14 maggio 2001)

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