Un posto per Lorena

Il ricordo degli amici e colleghi di università.

“L’ho uccisa io” ha ammesso Antonio dopo aver strangolato Lorena, la sua compagna, nell’appartamento in cui vivevano insieme a Furci Siculo.

A dare l’allarme ai carabinieri è stato lui, poco dopo ha tentato di tagliarsi le vene dei polsi e il collo con un coltello. I militari sono arrivati quando per Lorena non c’era più nulla da fare. Antonio, invece, era ancora vivo. Portato in ospedale, è stato medicato e dimesso.

Diverse le vittime di femminicidio quest’anno: a Mussomeli un uomo, il trentuno gennaio 2020, ha ammazzato la compagna e la figlia per poi uccidersi; il trenta gennaio 2020, a Genova,  una donna è morta dopo tre giorni di violenze fisiche subite dal marito; ad Alghero è stato ritrovato il cadavere di una donna scomparsa mesi fa, il fidanzato è in stato di fermo.

Il rettore dell’Università di Messina, dove Lorena studiava Medicina, ha commentato l’accaduto con parole stringenti: “Durante questa condizione di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, esperti del settore avevano sottolineato il rischio che la convivenza forzata potesse acuire i conflitti familiari.”

“È inammissibile nel 2020 giustificare in maniera così insignificante questi casi che continuano a riempire le pagine dei nostri giornali”- hanno commentato i colleghi di Lorena dell’associazione universitaria  Udu Messina – “Il nuovo anno è iniziato da nemmeno quattro mesi e già sono stati registrati diciannove casi di femminicidio in tutta Italia.”

“Dall’uno marzo è stato registrato un calo di denunce di violenza domestica del 43,6%, ma casi come quello di Lorena”- continuano i colleghi- “Dimostrano che non è semplice per tutti stare a casa. Le vittime sono costrette a condividere tutto con dei possibili aguzzini.
Abbiamo bisogno di certezze, abbiamo bisogno che lo Stato garantisca tutele a tutte queste donne. Non basta un numero verde per salvare queste vite. Che la terra ti sia lieve.”

Non solo l’Udu Messica ma anche l’associazione Chirone dell’Università di Messina ha deciso di ricordare la compagna: “Siamo sconvolti dalla morte di Lorena, nostra collega e amica.
Una donna dolce e gentile che condivideva con noi i sogni e i sacrifici di chi si prepara a diventare un medico. Si sarebbe laureata quest’anno con una tesi in Pediatria, si stava dedicando in questi mesi ai bambini del reparto con tanto entusiasmo.”

“Dall’anno scorso abbiamo in aula un “posto occupato” che rappresenta ogni vittima di femminicidio”- raccontano gli amici- “Ma non avremmo mai e poi mai immaginato di trovarci davvero con un posto vuoto, in aula e nel cuore: quello di Lorena.”

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