Primo aprile in ritardo

“E per garantire l’informazione… diamo soldi agli amici dei mafiosi”.

< Comune di Catania Ufficio Stampa 01.04.2020 Editoria, Pogliese:

“Sostegni economici giornali indispensabili contro derive fake news”.

“Ora più che mai i sostegni economici all’editoria sono necessari perché quando l’informazione  è professionalizzata si rivela un presidio di garanzia contro ogni deriva, a cominciare dalle fake news che producono danni enormi nella vita sociale quotidiana e infestano il sistema di diffusione delle notizie”. 

“Una legge organica e previsioni normative chiare, anche per la comunicazione istituzionale e pubblicitaria, sono la risposta che i giornalisti attendono al malessere, chiaramente interpretato dai Cdr dei tre maggiori quotidiani siciliani con un storico radicamento, in trincea per difendere sia la qualità dell’informazione sia i livelli occupazionali continuamente messi in discussione dal contesto di difficoltà generale e aggravati pesantemente dall’emergenza coronavirus”.

Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese, in riferimento al comunicato diffuso in mattinata dai comitati di redazione dei tre maggiori quotidiani regionali dell’isola.>

La corte d’Appello di Catania ha appena stabilito che l’editore de “La Sicilia” Mario Ciancio, attualmente sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, è un amico dei mafiosi- “E’ emerso, in maniera certa ed univoca, a giudizio di questa Corteè che tra “cosa nostra” catanese e Ciancio Sanfilippo Mario si sia progressivamente consolidato, nel tempo, un rapporto di particolare “vicinanza/ cordialità“, dicono testualmente i magistrati.

I soldi dello Stato, mentre diversi medici, infermieri e forze dell’ordine sono ancora senza protezioni sufficienti, secondo Pugliese e compagnia debbono dunque andare a un amico dei mafiosi? Per garantire un’informazione pulita? Mentre i volontari faticano a portare un po’ di spesa ai poveretti che non hanno da mangiare?

Va bene che l’ha detto il primo aprile, ma gli scherzi hanno un limite, signor sindaco. E qui davvero c’è poco da scherzare.

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