Strane storie di sequestri e confische. Dibattito il 13 febbraio

Evento al Giardino di Scidà alle ore 18,30.

Un dibattito con Antonio Condorelli, giornalista di Live Sicilia, con Dario De Luca, giornalista di Meridionews e con Riccardo Orioles, Direttore de I Siciliani giovani.

 

Ci sono beni che vengono confiscati, i cui decreti di confisca si attende diventino irrevocabili e che, una volta confiscati definitivamente, prendono nuova vita. Come la società di trasporti Geotrans che è appena diventata una cooperativa e che attende l’affidamento dei beni da parte dello Stato, o come il Giardino di Scidà, un appartamento di Nitto Santapaola che ora accoglie le attività del quartiere e il lavoro antimafia de I Siciliani giovani.

Ci sono beni confiscati che poi tornano ai loro padroni, perché il decreto di confisca non regge in appello, perché l’iter giudiziario dimostra cose diverse da quelle che hanno portato alla confisca, perché viene revisionato l’intero processo. Storie normali ma anche storie strane.

Ci sono società confiscate alla mafia che anche grazie alla mafia andavano a gonfie vele (mercato falsato, iniezioni illecite di liquidità) e che una volta confiscate falliscono. Ci sono pure imperi imprenditoriali sull’orlo della bancarotta che grazie alle agevolazioni finanziarie e fiscali legate alla condizione di sequestro e confisca, vengono ripulite e messe in ordine, con grande soddisfazione del padrone qualora la confisca non venisse confermata.

Negli ultimi giorni il caso Scinardo sta facendo lungamente discutere, mentre da un momento all’altro si attende il pronunciamento d’appello sulla confisca Ciancio.

Sono storie importanti in un territorio che accoglie quasi la metà di tutti i beni confiscati d’Italia e dove le vicende dei Tribunali non sempre sono state limpide. Di questo vogliamo parlare, in un confronto con giornalisti che di questo si sono occupati: Antonio Condorelli di Live Sicilia e Dario De Luca di Meridionews. Lo faremo giovedì 13 febbraio alle 18,30 al Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia, in via Randazzo 27 a Catania.

Siete tutte e tutti invitati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Si informano i lettori che i commenti troppo lunghi potrebbero essere considerati SPAM e cestinati in automatico.
Vi preghiamo pertanto di essere concisi nei vostri commenti.