Mandateci un esercito di insegnanti e di assistenti sociali

Il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica si è riunito in Prefettura a Catania e ha chiesto, per bocca del Procuratore, l’intervento dei militari per il controllo della città, l’impiego di più telecamere, un ricorso maggiore al Daspo urbano. Ma sono il degrado sociale, la povertà economica, culturale e affettiva che generano violenza. E non basta un poliziotto per applicare la legge in una società disperata. Serve ristabilire un patto sociale, serve applicare la Costituzione, serve consegnare giustizia. Serve dare un lavoro stabile a chi vive di espedienti.

O scappi. O muori

A Catania non si spara più. Però intanto l’anno scorso è stata la volta di un ventinovenne: qualcuno ha provato a sparargli vicino al Castello Ursino, lui ha cercato di scappare a piedi per salvarsi. Mentre nel 2010, poco più su, nell’Antico Corso, un uomo ha fatto un’altra sparatoria, ferendo senza che c’entrasse una studentessa. Rimasta paralizzata per sempre dopo “l’incidente”.

Bianco e Renzi, Catania non vi vuole!

È dal 28 agosto che Catania è ancora più invivibile: non si può circolare liberamente, non si può posteggiare sotto casa, non si può entrare alla villa comunale senza essere perquisiti dalle forze dell’ordine, e perfino non si può giocare una partita di campionato. Tutto questo in una città dove il disagio regna sovrano.

“Questo non è amore”

Ma nemmeno contrasto alla violenza maschile

Le donne che ricevono botte e insulti, che vengono stuprate e che assistono ai loro ultimi istanti di vita per mano dei propri partner non pensano di essere amate, anzi forse pensano di essere odiate e di non poter essere amate da nessuno. Né difese dallo Stato. Alcune hanno pensato di esserlo, amate, forse nell’approccio iniziale con un uomo, quando la promessa non erano né botte né insulti e neanche la paura di essere uccise.

La rabbia, l’orgoglio e la rappresaglia.

“Puttanaaaaaaa tanto morirai” “a brutta zoccola figlia di zoccola infettata dall’AIDS” “meglio che non resti incinta perché dovrai vedere i tuoi figli gravemente malati e incurabili”. Queste frasi orribili, che riportiamo per la loro gravità inaudita, scusandoci della volgarità, non sono state rivolte da mafiosi o da fascisti. Sono state rivolte all’attivista filo palestinese Rosa Schiano da parte di filo-israeliani.