Renzi al San Carlo, contestazioni e cariche minuto per minuto

 

disegno di Diego Miedo

18:33, piazza Municipio: sotto un gazebo che chiede il reintegro al lavoro di cinque operai licenziati dalla Fiat, si radunano le prime persone pronte a manifestare il proprio dissenso alla passerella del premier Renzi, atteso al teatro San Carlo intorno alle sette dopo una giornata di incontri e visite in giro per la Campania.

18:38, l’interruzione della mobilità crea disagi e sconforto sia nella polizia municipale che negli automobilisti.

18:40, i turisti progettano il loro small-tour serale, tra una pizza e una sfogliata al bistrot De Rosa. Ogni accesso alla rotonda che circoscrive la Fontana del carciofo è presidiato. L’impegno di polizia, carabinieri, guardia di finanza è comune. La municipale non viene meno alla sua azione di controllo. Cordoni anti-manifestanti sono posti all’altezza di via Verdi, dei varchi della galleria prospicienti il teatro San Carlo, su via Roma, via Nardones, via Chiaia, via Monte di dio. Le unità che formano le sezioni atte a presidiare le strette strade napoletane sono coordinate dalle forze dell’ordine non in divisa che detengono le redini dell’ordine pubblico. In totale si contano circa duecentocinquanta uomini, oltre ai mezzi blindati disposti lungo le arterie sopra indicate. Via Toledo continua nel suo tran tran.

18:47, tre camionette dei carabinieri vengono posizionate all’inizio di via Toledo.

18:50, un pubblico mai così puntuale inizia ad avvicinarsi elegante e distaccato al teatro San Carlo per godere del timbro del tenore tedesco Kaufmann. Le sirene accese ma a suoni spenti tingono i luoghi di un blu ritmico. Molti provano a non restare intrappolati nell’accerchiamento. I più ci riescono. Le forze dell’ordine indossano i caschi.

18:57, una parte di manifestanti si ferma su via Roma, in numero contenuto. «Chi ha inquinato, deve pagare», il primo slogan, in riferimento alla questione bagnolese e alla mancata bonifica. Il sindaco e il presidente del consiglio non si incontreranno, dopo una giornata passata a scambiarsi messaggi. Decisivo, in negativo, il veto posto dal sindaco sulla presenza del commissario per Bagnoli, Nastasi.

19:01, fronte del teatro: la signora in abito lungo si aggiusta la bretellina. Altre unità di pubblica sicurezza vengono fatte confluire sul posto.

19:04, Sorbillo ha ripreso la preparazione della pizza fritta con le polpettine; la felicità di un cliente.

19:06, la piazza è difficilmente controllabile, data la presenza di così tanta popolazione civile che si unisce ai turisti quasi costretti a scorrere lungo questi canali. Il punto dove i corpi in opposizione vengono a contatto è via Chiaia. All’angolo con piazza Trieste e Trento, lo scontro tra i contestatori e la polizia è teso alla dispersione delle forze. Dunque, lo scampo ricercato nei Quartieri Spagnoli. Quattro i manifestanti fermati; tutti rilasciati successivamente. Tensioni e manganellate anche all’interno della galleria Umberto. I contusi lamentano la violenza delle cariche subite.

19:14, il cordone di militari che chiude via Chiaia intima ai passanti di andare via. La zona va sgomberata. Ci pensa la pioggia a diradare i restanti flussi. Davanti al San Carlo resta la polizia in tenuta antisommossa a recintare l’ingresso. Nessuno ad attendere l’R2. Il Gambrinus abbassa alcune saracinesche, ma senza interrompere le proprie attività. Il primo a chiudere i battenti è Leopoldo.

19:22, le strade strette sono facilmente controllabili dalla polizia. Il focolaio di manifestanti rimasto attivo è ora su via Roma. Le forze di opposizione disperse si ricompattano, mettendosi in coda alla folla. Cori all’indirizzo delle forze dell’ordine. Poi per Renzi: «Attento, ancora fischia il vento».

19:30: no alla riforma costituzionale; sì al potere popolare.

19:33, i turisti aggiungono alla personale collezione di scatti nuove cartoline di una città a misura di premier. Dopo un indefesso sventolio, le bandiere trovano riposo. Per soli due minuti. Poi ricominciano, in compenso smette di piovere.

19:43, vengono accesi i fumogeni. Scarto cromatico tra i blu delle forze dell’ordine e il rosso dei manifestanti. Intervengono altre ventuno unità militari in soccorso alle quaranta presenti alla foce di via Toledo.

19:51, «Mattè (ad libitum), sei venuto di nascosto, aiza n’cuoll’ e vavattenne!».

19:53, «La gente come noi non molla mai»; «Siamo tutti antifascisti». Slogan di chiusura.

19:58, in corteo ci si sposta verso la galleria.

20:05, presso l’acquafrescaio di piazza Trieste e Trento il saluto di alcuni tifosi al presidente Ferlaino, congiunto a imprecazioni all’indirizzo del suo successore De Laurentiis. La prima auto a rompere il cordone di via Roma è la Fiat Doblò della Rai, insignita di poteri speciali non concessi ai residenti. Riprende il traffico. Il corteo imbocca l’uscita su via Santa Brigida per dirigersi verso piazza Berlinguer, statista.

20:40, è il momento del congedo delle forze dell’ordine, indecise se indossare la divisa più leggera o più pesante. Una scelta ponderata in termini di sudore aggiunto.

20:50, la conta dei danni su via Chiaia da parte della polizia si limita nel constatare quanta sia l’immondizia depositata all’esterno e nei pressi dei cassonetti.

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