“Ci vogliamo vive”

Di fronte al silenzio maschile, i movimenti femministi lanciano un appello agli uomini. Isolare i tipi violenti tra i propri amici, affrontare i problemi, denunciare chi diffonde video intimi nelle chat. Parla un ragazzo africano: “La prima responsabilità viene dal quotidiano, dal non mettere in contraddizione le schifezze che escono dai nostri discorsi. La radice delle uccisioni nasce nei luoghi che frequentiamo, nelle chat, nelle battute, in ciò che ci pare banale. La società insicura comincia qui”.

Un posto per Lorena

“Dall’uno marzo è stato registrato un calo di denunce di violenza domestica del 43,6%, ma casi come quello di Lorena”- continuano i colleghi- “Dimostrano che non è semplice per tutti stare a casa. Le vittime sono costrette a condividere tutto con dei possibili aguzzini.
Abbiamo bisogno di certezze, abbiamo bisogno che lo Stato garantisca tutele a tutte queste donne. Non basta un numero verde per salvare queste vite. Che la terra ti sia lieve.”

Perché vi rompiamo i “cabasisi”

Non abbiamo da sempre avuto diritto allo studio, al lavoro, al voto, all’amore, al divorzio, all’aborto, alla contraccezione e nemmeno a manifestare. Niente è piovuto dal cielo, né ci siamo nate con certi diritti, ma ciò che abbiamo ci è stato donato da chi lottato, ricordato, gridato.

L’amore malato.

Uomini “devoti tutti” e sempre sorridenti al passaggio della Santuzza. “Nun na visti nda facci! Aspetta ca mi spostu…” dicono mentre si fanno largo tra la folla, ansiosi di rivederne il sorriso. Ma di questo rispetto e amore quanto ne riporteranno a casa dalle loro compagne? E sopratutto: si ricorderanno del NO di Agata all’ amore forzato?

“Questo non è amore”

Ma nemmeno contrasto alla violenza maschile

Le donne che ricevono botte e insulti, che vengono stuprate e che assistono ai loro ultimi istanti di vita per mano dei propri partner non pensano di essere amate, anzi forse pensano di essere odiate e di non poter essere amate da nessuno. Né difese dallo Stato. Alcune hanno pensato di esserlo, amate, forse nell’approccio iniziale con un uomo, quando la promessa non erano né botte né insulti e neanche la paura di essere uccise.

Lettera agli uomini

Trieste 26 aprile, Slavica Kostic 38 anni uccisa e sepolta in una cava di materiale edile dal suo ex marito Dragoslav Kostic. Milano 17 maggio, Deborah Fuso 25 anni uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Arturo Saraceno. Roma 28 maggio, Sara Di Pietrantonio 22 anni strangolata e poi bruciata dal suo ex fidanzato Vincenzo Paduano. Taranto 7 giugno, Federica De Luca 30 anni picchiata e strangolata dal marito Luigi Alfarano. Verona 8 giugno, Alessandra Maffezzoli 46 anni il suo ex convivente Jean Luc Falchetto la pugnala ripetutamente e le fracassa la testa con un vaso.