Salviamo il boschetto della playa dalla vendita

Domani, 16 settembre alle ore 18,30 a Cittàinsieme una riunione aperta per decidere insieme come fermare la vendita di una parte del boschetto della playa, parco urbano più grande della città di Catania. La notizia della vendita da parte dell’agenzia del demanio ha subito agitato la città, i consiglieri comunali, le associazioni e pure il Sindaco.

Il tragicomico ritorno del camerata Pogliese

Poverino Pogliese, si credeva ministro e ora è costretto a passare un pomeriggio di fine estate coi gruppi neofascisti di mezza Italia, anche con chi, appena qualche settimana fa, a Torino, è stato colpito da un’operazione di polizia che avrebbe accertato possesso di munizioni da guerra e materiale inneggiante il nazismo. C’è andato da Sindaco ma nessuno lo ha accompagnato, tristemente già solo.

Il vento è cambiato

Salvini cacciato via dai catanesi. I cittadini che un anno fa in migliaia avevano manifestato al porto per liberare gli ostaggi di Salvini a bordo della nave Diciotti, le cittadine che non possono accettare l’ipocrisia di un politicante che ha sempre insultato il sud e i siciliani, i tanti che avevano confidato in alcune misure sociali del Governo Conte e che ora vedono Salvini far cascare quel governo, i tantissimi che non sopportano gli oltraggi alla democrazia e alle istituzioni del capo della Lega spontaneamente hanno riempito le strade intorno al Municipio, talmente tanti che Salvini è dovuto scappare, annullando passeggiate e comizi in piazza.

Cowboys metropolitani

Secondo Elisa Pagliarani il rider è un cow boy che porta il bestiame al pascolo in una terra senza legge. “In Italia la normativa in merito alle tutele dei collaboratori presenta alcune lacune”, diceva in groppa al suo cavallo il capo di Glovo Italia alla Stampa, a fine aprile. Giulia Druetta risponde: “Non esiste un vuoto normativo, perché gli strumenti per inquadrare il lavoratore autonomo con delle tutele ci sono: c’è il contratto di lavoro intermittente, c’è l’articolo 2 del Jobs Act sulla eterorganizzazione. I contratti a collaborazione occasionale sono applicati per mera volontà padronale per sfruttare la manodopera e risparmiare”.

Città bandita

Ciò che di più triste emerge dall’inchiesta della Procura di Catania sulla corruzione all’Università è l’incapacità storica dell’Ateneo di risanarsi, di rifuggire pratiche clientelari, di superare l’insopportabile familismo. “Perché poi alla fine qua siamo tutti parenti (…) l’università nasce su una base cittadina abbastanza ristretta una specie di élite culturale della città perché fino adesso sono sempre quelle le famiglie” dice il Rettore Basile.

La “nuova” Sicilia di Mario Ciancio

“Cambiare tutto per non cambiare niente”, diceva il Gattopardo. Così a Catania, il lupo perde il pelo ma non il Ciancio: Mario e Domenico al giornale nonostante la confisca.

Il Pride più grande di sempre

Un fiume coloratissimo e allegro di gente ha inondato Catania sabato pomeriggio per il Pride, la manifestazione del movimento lesbico, gay, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale. A cinquant’anni esatti dai moti di Stonewall. Una partecipazione oltre ogni aspettativa, difficile da quantificare. Il corteo partito da piazza Cavour alle sei del pomeriggio ha raggiunto verso le otto di sera piazza Università, talmente piena che molti manifestanti non sono riusciti fare ingresso in piazza. Mai nella storia della città di Catania così tante persone hanno partecipato a un gay pride.

Corruzione all’Università. Gli studenti catanesi protestano in piazza

Quel sistema per cui i concorsi venivano cuciti addosso ai parenti e agli amici dei professori più influenti e potenti, per cui decine di giovani erano umiliati e cacciati dalla carriera accademica perché non abbastanza accondiscendenti e sponsorizzati, quel sistema che tutti conoscevano ma in pochi hanno avuto il coraggio di denunciare, quel sistema oggi è stato decapitato da un’operazione della magistratura.