giovedì, Febbraio 29, 2024

Andrà Bene

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A due passi dalla caserma dei carabinieri

In via Testaì, zona Lumacari, dietro piazza Dante e il Monastero dei Benedettini a Catania, ci stanno le case di Lorenzo Saitta, detto “lo scheletro”, parente del boss mafioso Maurizio Zuccaro, Clan Santapaola, riferimento indiscusso del quartiere. Due palazzine, una di fronte all’altra, una confiscata e una no. Un cancello sbarrava la strada, è stato tolto e adesso ce l’hanno rimesso. A due passi dalla caserma dei carabinieri.

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-rete-Andrà BeneAperturaLe scarpe dell'antimafia

Duecentocinquanta milioni per i beni confiscati

Per un mese con un camper sgangherato abbiamo girato la Sicilia, per raccontare le storie dei beni confiscati. Quelle belle e quelle brutte. Quelle dei coraggiosi che trasformano i beni confiscati in bellezza e quelle dei mafiosi che continuano a occupare, o distruggono, le case confiscate. “Vogliamo i soldi dei mafiosi” abbiamo detto e gridato in decine di piazze siciliane, ai tavoli istituzionali, nelle assemblee con decine di associazioni e cooperative. Adesso i soldi ci sono. Quelli del Piano Nazionale di ripresa e resilienza, finanziato dal programma Next Generation dell’Unione Europea. Duecentocinquanta milioni di euro.

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-rete-Andrà BeneApertura

I terreni e gli aranceti della mafia adesso sono vostri

Il Comune di Catania, a conclusione di un bando pubblico, ha assegnato i terreni agricoli confiscati alla mafia. All’Aiab, ai Siciliani, all’Arci, all’Asaec e alla Cooperativa Sud Sud un agrumeto di oltre cinque ettari che verrà dedicato alla memoria di Girolamo Rosano. All’associazione Cento Passi ancora, Altragricoltura e Rete per la terra un terreno seminativo di venticinque ettari. Si chiamerà Terre di Soumaila, in memoria del sindacalista Soumaila Sacko.

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