Quello che abbiamo visto

Negli ultimi mesi abbiamo visto, sentito e documentato cose estremamente gravi. Abbiamo assistito al fallimento pressoché totale della legge sulla confisca e sul riutilizzo sociale dei beni dei mafiosi. È di questo che Istituzioni e Accademie hanno, a nostro avviso, il dovere, urgente, di parlare.

Due bandi per la concessione di beni confiscati alla mafia nel Comune di Catania.

Ci sono voluti anni ma alla fine il Comune di Catania ha pubblicato i bandi per l’assegnazione di due beni confiscati alla mafia. Si tratta di una bottega in via delle calcare 110, nel quartiere di San Cristoforo e di un ufficio in via Anapo 18, nella zona del lungomare. I progetti si dovranno presentare entro le ore 12 del 30 e 31 marzo 2021.

Così riprenderanno vita i beni confiscati alla mafia

Presentati i progetti che I Siciliani giovani e l’Arci, insieme all’associazione antiestorsione di Catania, a Legambiente, al Cope, a Spazio Oscena e all’associazione Oltre frontiere, con la collaborazione del Comune di Pedara, hanno presentato all’Agenzia Nazionale nell’ambito del bando pubblico per l’assegnazione dei beni confiscati.

“Andiamo a raccogliere le arance dei mafiosi”

Ricordiamo Pippo Fava lavorando. I soldi dei mafiosi a chi lavora. Oggi secondo appuntamento online. Le arance di Palagonia. L’avventura dei Siciliani giovani e dell’Arci fra boss, furbastri e Stato addormentato. Una piccola storia: l’allegria della libertà.

Beni confiscati? Beni comuni!

L’avventura de I Siciliani e dell’Arci nei beni confiscati alla mafia.

EVENTO ONLINE – Venerdì 4 dicembre alle ore 18 online su www.isiciliani.it e su www.facebook.com/isicilianigiovani

L’olio buono

Dai beni confiscati a Palagonia l’olio per chi ha più bisogno. Una bella storia di come dovrebbero funzionare i beni confiscati alla mafia. Una storia possibile.

Ma la mafia abita ancora qua

A Gravina di Catania gli immobili confiscati alla famiglia Zuccaro risultano occupati nonostante siano stati inseriti nel bando dell’Agenzia Nazionale. Due assemblee si sono tenute a Catania nelle ultime settimane, con tante associazioni e persone di buona volontà, per denunciare tutto questo: per fare squadra e non rassegnarci. È possibile ancora consentire che la malagestione dei beni confiscati continui a essere un regalo alle organizzazioni mafiose?