Posteggiatori

Scesi finalmente dall’auto. Chiusi le portiere e feci per avviarmi. “Capo! Il parcheggio!”. Mi voltai. “Ma quale parcheggio? Perché quello che è, un parcheggio?”. “Picchì, a lei chi ci pari?”. Con la coda dell’occhio scorsi una macchina, nuovissima, probabilmente appena uscita dal concessionario, ma con uno specchietto rotto, come un pugno all’occhio. In un attimo mi convinsi a pagare, tirai fuori due euro dalla tasca e glieli diedi.

Scuola di polizia

Stamattina le volanti della polizia di Stato si sono recate in una scuola del lungomare. Hanno fatto ingresso nei locali scolastici durante la ricreazione e hanno beccato nove ragazzi che si stavano fumando delle sigarette. Sigarette, semplici sigarette.

La resistenza della Zad

“Ci siamo registrati come abitanti, abbiamo fatto domanda per un progetto agro-ambientale presso la MSA (la previdenza sociale agricola, ndt). Non abbiamo mai avuto risposta e oggi ci cacciano. Sembra uno scherzo, è disgustoso!”.

Hotel Costa occupato, la polizia ha arrestato i buoni

Per 8 anni è rimasto chiuso l’Hotel Costa e centinaia di studentesse e studenti universitari hanno scontato l’ingiustizia di essere idonei ma non assegnatari di alloggi. “Ne avresti diritto, ma non possiamo garantirtelo” hanno scritto nero su bianco le istituzioni universitarie e regionali. In tanti non si sono potuti permettere gli studi. Ieri mattina le studentesse e gli studenti universitari catanesi hanno deciso di riprendersi quel posto. Un immobile chiuso che avrebbe potuto rispondere con efficacia all’emergenza abitativa che riguarda tanti studenti e tanti nuclei familiari.

Bianco e Renzi, Catania non vi vuole!

È dal 28 agosto che Catania è ancora più invivibile: non si può circolare liberamente, non si può posteggiare sotto casa, non si può entrare alla villa comunale senza essere perquisiti dalle forze dell’ordine, e perfino non si può giocare una partita di campionato. Tutto questo in una città dove il disagio regna sovrano.

Il regno delle Due Italie

Raramente questo Paese è stato così diviso com’è ora. Non c’entra la geografia e manco la politica, che a questo punto è ri­masta molto indietro. La spaccatura è secca e bruta, alla Bava Beccaris, fra una plebe e una Corte. Disoccupazione al 12,5 per cento, ma “in netto rialzo Piazza Affari”. Persi, fra i 25 e i 34en­ni, due milioni di posti di lavoro: ma non scemano affatto i con­sumi di lusso. Siamo, teoricamente, al terzo governo “risolutivo” ma la governanza reale, in realtà, è da tempo passa­ta in altre mani.