Attenti all’O.D.A.

L’ODA, “Opera Diocesana Assistenza Catania”, gestita attualmente dall’avvocato Adolfo Landi, è in crisi da diversi anni. Oggi si parla di risanamento, ma i lavoratori continuano a soffrire un clima difficile. Le armi sono il provvedimento disciplinare, il licenziamento o, per i più fortunati, il trasferimento.

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Il primo maggio di chi lavora per tre euro l’ora

Lavoratrici e lavoratori costretti a paghe di due o tre euro l’ora, con turni di dieci ore al giorno. Sono camerieri, muratori, stagisti, tirocinanti, operatori sociali, baby sitter, badanti, un esercito di nuovi schiavi, senza alcun diritto. Il Primo maggio non hanno festeggiato ma hanno guadagnato il doppio perché quando è festivo funziona così: cinque o sei euro l’ora.

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Vita da camerieri

“Il cameriere a Catania viene concepito come il tuttofare che lavora in sala, e fa tutto quello che serve nel locale. Lavora in cucina, sparecchia, apparecchia, pulisce alla fine. Si fa un servizio che in un contratto dovrebbe comprendere più mansioni, invece si lavora senza contratto e si viene pagati poco”. Matteo ha ventuno anni, ha lasciato l’università per ragioni economiche e fa il cameriere per arrotondare.

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Lotta (vera) al lavoro nero

Ida, giovane cameriera napoletana, si è rivolta alla Camera Popolare del Lavoro dell’Ex Opg su consiglio di un’amica cui aveva raccontato le vessazioni subite sul posto di lavoro: “Era un locale con un contratto fasullo. Ore di lavoro non registrate, niente tredicesima e ferie. In otto anni, specie negli ultimi due, tutta una serie di vessazioni nei miei confronti”.

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L’antimafia vera e quella fasulla

Tragediatori, opportunisti, professionisti, volontari, attivisti e altro

L’antimafia non ha stagioni, non ha autunno: essa vive lì dove la gente non riesce a soddisfare i suoi elementari bisogni, dove c’è fame di lavoro, di giustizia, di legalità, di nonviolenza, d’informazione corretta, di educazione e di formazione. È l’antimafia sociale. Ma queste cose chi ha militato a sinistra dovrebbe saperle. Purtroppo, proprio a sinistra esiste l’inveterata abitudine a dividersi, a credere che ognuno sia depositario della verità assoluta.

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Fiat, il tribunale ordina il reintegro dei cinque operai licenziati

Dovranno tornare a lavoro Marco Cusano, Roberto Fabbricatore, Massimo Napolitano, Mimmo Mignano e Antonio Montella.

Così ha deciso il tribunale civile di Napoli, ordinando il reintegro dei cinque cassintegrati licenziati illegittimamente due anni fa dalla Fiat, dopo aver inscenato una protesta all’esterno della fabbrica. Il 5 giugno del 2104, i cinque avevano esposto un pupazzo impiccato dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, in protesta dopo i suicidi degli operai Pino De Crescenzo e Maria Baratto, due degli “esiliati” del cosiddetto reparto confino della Fiat, a Nola.   

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Sono un esubero

Sono Mario, ho 48 anni e sono un esubero.

Ho firmato il nuovo contratto di assunzione, ero così felice che non mi interessavano tutte quelle clausole scritte in neretto, quello che contava era il nuovo contratto. Trascorrono due mesi, ed i dirigenti dell’azienda convocano i sindacati, e tra numeri e percentuali dimostrano un esubero di centoquaranta posti.

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