Nessuno minaccia Claudio Fava

Nessuno ha minacciato Claudio Fava, nessuno l’ha aggredito, non è successo niente di così clamoroso da dover andare sui giornali. Semplicemente, gli hanno inviato una comunicazione personale (tecnicamente, un “avvertimento”) che dice: “veniamo quando vogliamo. Arrivederci”.

Da dove vengono gli immigrati

I Siciliani con Giuseppe Fava erano dalla parte degli emigranti. Lo sono anche ora. Erano siciliani, a quei tempi, i paesi da cui partivano gli emigranti. Adesso, Palma di Montechiaro è un paesino della Nigeria, o della Romania, o della Costa d’Avorio, o del Pakistan.

Un ringhio di dolore

Facce dure dappertutto. La linea stavolta è netta, non più politica ma antropologica, umana: miseri e benestanti, caldo e gelo; chi ha paura dei poveri, chi dei più poveri ancora. Un grido di dolore, che al nord si fa ringhio impaurito e feroce.

I professionisti dell’anti-antimafia

Facile fare antimafia alla moda, fra scetticismi e cerimonie, alla maniera di Merlo o Sciascia. Facile, e popolare, perché non fa male a nessuno. Difficile invece, e impopolare come poche altre cose al mondo, fare antimafia vera e concreta – e dunque potenzialmente “eversiva” – seguendo l’insegnamento di uomini come Giuseppe Fava.