Autocertifica che è andato a prendere la droga

Catania, viale Grimaldi. Al posto di blocco della polizia per verificare il rispetto delle norme anticontagio da coronavirus sono state fermate 24 persone. Di queste solo quattro sono riuscite a fornire un giustificato motivo per essere uscite di casa. Nove invece – riferisce la Questura – hanno autocertificato di essersi recati nella zona, provenendo anche da paesi limitrofi, per acquistare droga. Ci sarebbe da sorridere ma il tema delle dipendenze al tempo del coronavirus è serissimo.

Serve un reddito di quarantena

Centinaia di associazioni, sindacati e soggetti politici in queste ore hanno lanciato una proposta semplice semplice, da inserire nelle misure del Governo per far fronte all’emergenza economica: un reddito di quarantena. Una somma adeguata alle esigenze di vita e di dignità del nucleo familiare da erogare nei confronti di chi è rimasto senza reddito.

Denunciato senzatetto, non era a casa

Denunciato dalla polizia per non aver rispettato i decreti del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione in materia di coronavirus. Denunciato per non essere rimasto a casa. Ma altra casa non aveva se non quella tenda di plastica.

Settemiladuecentoventi

Nel tragico quotidiano bollettino di guerra, nel quale i numeri fanno sempre più paura, aggiungiamo un numero che da speranza, per l’oggi e per il domani: settemiladuecentoventi.

Questa stagione

La stagione  del  “coronavirus”,  con il suo intreccio di vicende drammatiche entro  una stagnazione greve e  vischiosa, non aiuta le riflessioni  con distacco emotivo. Tanto più  se si hanno – come nel mio caso – più di 80 anni, cioè un’età che colloca “ di diritto” nel novero dei candidati  più esposti all’esito nefasto della malattia. Con il problema di conciliare la massima “memento homo qui pulvis es…” con la crescente sensazione  di  poter essere alla  fin fine considerati da qualcuno   come una zavorra a perdere senza rimpiangerla più di tanto…

Dopo l’otto settembre

Ecco, noi siamo qua. Come ci siamo arrivati – o come ci siamo tornati – non è ora il momento di approfondirlo. Comunque, siamo al solito punto. L’italiano che scappa, l’italiano che combatte. Quello che assalta i treni, quello che con o senza mascherina cura i malati. I gerarchi nascosti e zitti, non è il momento. I nuovi governanti, messi là per miracolo, che fanno la faccia sicura. Ma il paese è in mano ai pochi e ai poveri, al ciabattino antifascista, allo stracciato che va in montagna, a quell’idea confusa ma nettissima – “intanto io debbo fare qualcosa” – che domani si tradurrà in parole e polis, ma ora è solo una speranza esile, un coraggio sforzato, una dignità.

I precari dell’informazione e il Covid19. Un appello chiede tutele

Un appello alle Istituzioni dei precari dell’informazione. La qualità dell’informazione è un principio inderogabile così come la tutela dei lavoratori. Intendiamo, a partire da questo stato di necessità contingente, aprire una vertenza costruttiva, al fine di migliore la nostra informazione, la nostra società.

Le visite nel bene confiscato alla mafia si faranno online. Per le scuole e i cittadini di tutta Italia

Abbiamo pensato a trasformare le visite guidate in visite virtuali da proporre a tutte le scuole e a tutti I cittadini che vorranno seguirle. Ciò che era materiale diventerà virtuale, lo trasmetteremo sulla piattaforma streaming twitch.tv per permettere a tutti i ragazzi, a tutti gli studenti e a tutti i cittadini, da ogni parte d’Italia, di venire a far visita al Giardino di Scidà.