coronavirus – I Siciliani Giovani

Popcorn ed amuchina

A Catania l’Arena Argentina si è affermata col passare degli anni, divenendo un appuntamento fisso per gli appassionati del cinema e non solo. Come una ventata d’aria fresca, ha garantito spazi di socializzazione in una città, sempre di più, svuotata dal caldo asfissiante. Che il cinema costituisca un momento di aggregazione culturale, apprezzato da tutti, non è una novità, eppure il rischio che col virus neanche la stagione estiva iniziasse era elevato

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Tra le sbarre delle Rsa

 “L’Rsa di cui parlo si è vantata di essere stata immune al virus, ma si sospetta che alcuni pazienti siano deceduti proprio a causa del Covid-19, tuttavia nessuno l’ha mai ammesso, tutto pur di salvaguardare la loro eccellenza ”- continua Ambra- “Eppure noi non l’abbiamo mai riscontrata. Pur essendo una struttura privata noi parenti portiamo i medicinali. I pazienti sono abbandonati nella sala principale su poltroncine, non certo comode, stanno con la testa inclinata, appoggiati al muro. Alcuni parenti dei ricoverati hanno notato che a distanza di tre giorni le condizioni dei propri genitori erano pietose, erano irriconoscibili, sembravano stare meglio a casa.”

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Coronavirus. La Milano del Sud

A fine febbraio il primo malato di coronavirus a Catania. In Italia erano stati accertati solo quattrocento casi. In pochi giorni l’esplosione dell’epidemia: la facoltà di agraria, l’ASP, gli ospedali, le case di riposo. Nel giro di tre mesi a Catania si sono concentrati un terzo dei casi di covid19 in Sicilia: mille contagiati, cento morti. Dati sproporzionati rispetto alle altre città siciliane e anche rispetto agli altri territori del meridione. Catania è la Milano del Sud e chi ha responsabilità politica e sanitaria deve spiegarci perché.

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Le città dei bambini

Le altalene recintate dal nastro bianco e rosso, chiuse ai bambini, sono una delle immagini più tristi di questa fase 2 dell’emergenza sanitaria, ma sono anche il simbolo di un’emergenza che ha rimosso il tema dell’infanzia, ha dimenticato della cura e della crescita dei più piccoli. Le bambine e i bambini sono stati derubricati a problema di “ordine” pubblico: dove li mettiamo mentre i genitori vanno a lavoro e se non possono andare dai nonni? La qualità del tempo, straordinariamente unico, che i bambini stanno vivendo in questa quarantena non è stata preso in considerazione. Ma ora tutto questo può e deve cambiare.

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