Popcorn ed amuchina

La nuova estate dell’Arena Argentina alle prese col virus.

A Catania l’Arena Argentina si è affermata col passare degli anni, divenendo un appuntamento fisso per gli appassionati del cinema e non solo. Come una ventata d’aria fresca, ha garantito spazi di socializzazione in una città, sempre di più, svuotata dal caldo asfissiante. Che il cinema costituisca un momento di aggregazione culturale, apprezzato da tutti, non è una novità, eppure il rischio che col virus neanche la stagione estiva iniziasse era elevato: “Ci aveva dato speranza, mal riposta, l’ordinanza regionale del diciassette maggio che consentiva alle arene di aprire l’otto giugno e devo dire che noi ingenuamente ci avevamo creduto.” racconta Alberto Surrentino, socio dell’Arena e del cinema King e addetto alla programmazione.

“L’otto giugno poi è diventato il ventiquattro; infatti, per le attività stagionali, bisognava prima passare dalla commissione vigilanza pubblici spettacoli che ha applicato delle norme di difficile interpretazione” – continua Alberto stizzito – “Non c’era scritto da dove misurare il metro di distanza, dalla bocca o dal piede? Al cinema non si guarda il film all’impiedi, quindi lo spazio cambia se si è seduti. Insomma, fare il piano dei posti non è stato semplicissimo, ma in qualche modo ce l’abbiamo fatta.”

Infatti, con le nuove direttive, l’Arena Argentina ha dovuto diminuire di due terzi la propria capienza, compromettendo già da subito la stagione 2020: “Inutile dire che saremo in perdita quest’anno; abbiamo anche deciso di programmare un unico spettacolo, perché con quello doppio si sarebbe dovuta fare, poi, una procedura di pulizia della sala troppo lunga.” spiega l’addetto. “Economicamente parlando, non è stato conveniente aprire, però questo è quello che facciamo e di stare fermi non ci andava. Se l’Arena fosse gestita da una società imprenditoriale, sarebbe rimasta chiusa; il guadagno non c’è, solo la nostra passione per il cinema, anche perché i nostri clienti ce lo chiedevano ed era giusto accontentarli.”

“La prima sera abbiamo organizzato una serata di sostegno all’Argentina, proposta dai nostri stessi clienti, affezionati e solidali. Il biglietto era di dieci euro, a fronte dei quattro previsti per il resto delle proiezioni, e le sedie rimaste azzurre sono state davvero poche. Il secondo giorno abbiamo fatto, invece, un po’ meno presenze, ma sempre vicino al limite della capienza. Tutto sommato, considerando i posti disponibili, l’Arena va bene e probabilmente a fine anno saremo in pareggio con le spese.” – conclude Alberto soddisfatto – “Abbiamo ricevuto, per tutta l’estate, un’ottima risposta parte della città; nonostante il virus, siamo stati ripagati.”

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