Catania, comizio al mercato

Sabato 2 maggio, fase uno delle restrizioni da coronavirus, mercati all’aperto chiusi, tranne qualche bottega che legittimamente è aperta. Entrando in piazza Carlo Alberto, si scorge subito una piccola folla di persone che circonda un furgone della polizia municipale. “Sarà che hanno arrestato qualcuno” mormora un passante. “No, no, li stanno facendo smontare e quelli si sono incazzati” risponde una signora indispettita. Tutt’altro. Il Consigliere Bottino, poggiato sul furgone dei vigili, spiega ad almeno una ventina di persone assiepate il suo impegno per tutelare i commercianti della fiera.

Non si può tornare a lavorare in nero

Ogni giorno le associazioni di categoria dei commercianti, dei ristoratori e di altre imprese affollano le pagine dei giornali con appelli a incentivi, sgravi fiscali, cancellazione delle tasse, sospensioni nei pagamenti di affitti e utenze. La chiusura obbligata di molte attività economiche ha ovviamente prodotto un azzeramento drammatico delle entrate e ora si rischia il fallimento. Gli enti locali sono in prima fila a studiare le modalità per venire incontro alle imprese. Ma c’è da pensare alle lavoratrici e ai lavoratori. Sarebbe assai grave che si consenta di non pagare le tasse e di ottenere incentivi a chi tiene lavoratori in nero o contratti falsi.

Quando la solidarietà non basterà più

Che sia il quattro maggio o qualunque altro giorno di primavera o d’estate, una cosa è certa: nella fase due della pandemia i poveri resteranno poveri, gli affamati continueranno ad avere fame. Nel frattempo però si sarà esaurita quella magnifica spinta alla solidarietà che ha animato per mesi cittadini e associazioni. Le Istituzioni non sono chiamate a organizzare l’elemosina ma a garantire diritti. È ora (non domani) il tempo di affrontare la fase 2 degli ultimi.

Tre cose che Musumeci dovrebbe fare subito, senza pieni poteri

Vuole i pieni poteri il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci. L’obiettivo è vincere al gioco di chi urla più forte, di chi la spara più grossa: nient’altro. L’uomo solo al comando piace a lui ma a noi non serve a niente. Servirebbe invece che la Regione facesse delle cose, con i poteri che già ha, e che le facesse alla svelta.

SOS: la mafia è immune al virus.

E d’altronde si sa, la mafia opera sempre dove c’è miseria e disperazione: “Si presentano come benefattori dando l’opportunità di una facile liquidità, ma ciò si tradurrà in una cessione della propria azienda nelle mani della criminalità organizzata”- racconta Cuomo- “Le mafie più sofisticate usano intermediari, mandano in giro per l’Italia società finanziarie che nascondono interessi e collusioni criminali. Convincono le imprese a fare affari e acquisizioni di quote societarie.”

Joseph non ci torna a casa

“Anche i ciechi si dimostrano solidali con chi bisogno di una mano: “So che parecchi ragazzi si sono offerti volontari per portare la spesa e le medicine agli anziani. Anche a me piacerebbe dare una mano, penso che mi unirò a loro.”

Autocertifica che è andato a prendere la droga

Catania, viale Grimaldi. Al posto di blocco della polizia per verificare il rispetto delle norme anticontagio da coronavirus sono state fermate 24 persone. Di queste solo quattro sono riuscite a fornire un giustificato motivo per essere uscite di casa. Nove invece – riferisce la Questura – hanno autocertificato di essersi recati nella zona, provenendo anche da paesi limitrofi, per acquistare droga. Ci sarebbe da sorridere ma il tema delle dipendenze al tempo del coronavirus è serissimo.

Serve un reddito di quarantena

Centinaia di associazioni, sindacati e soggetti politici in queste ore hanno lanciato una proposta semplice semplice, da inserire nelle misure del Governo per far fronte all’emergenza economica: un reddito di quarantena. Una somma adeguata alle esigenze di vita e di dignità del nucleo familiare da erogare nei confronti di chi è rimasto senza reddito.

Denunciato senzatetto, non era a casa

Denunciato dalla polizia per non aver rispettato i decreti del Presidente del Consiglio e del Presidente della Regione in materia di coronavirus. Denunciato per non essere rimasto a casa. Ma altra casa non aveva se non quella tenda di plastica.

Settemiladuecentoventi

Nel tragico quotidiano bollettino di guerra, nel quale i numeri fanno sempre più paura, aggiungiamo un numero che da speranza, per l’oggi e per il domani: settemiladuecentoventi.