Non sei solo in quarantena

“Stiamo affrontando un momento insolito e le conseguenze psicologiche che lo accompagnano non sono da sottovalutare. Per questo io e due mie colleghe della scuola di Psicoterapia Sistemico Relazionale di Catania, abbiamo pensato di offrire gratuitamente supporto psicologico online a chiunque ne sentisse la necessità.” racconta Valeria Orestano, giovane psicologa che studia per diventare psicoterapeuta.

La cassa è la nostra trincea

I lavoratori dei supermercati sono costantemente in prima linea da quando il governo ha dichiarato tutta l’Italia zona rossa. Per loro, però, non è cambiato molto: riempiono i vari reparti e passano i prodotti sui rulli delle casse come sempre, ma ora hanno paura: “Non siamo sereni quando lavoriamo, perché ci sono acquirenti che entrano senza guanti o mascherine e quando glielo facciamo notare, ci rispondono “Non ce li ho”; chi lo sa se sono solo sprovvisti o negligenti.” – continua Valerio – “La società non ci considera “eroi” come infermieri, medici o farmacisti. Sappiamo di svolgere un lavoro diverso, ma anche noi siamo a rischio quotidianamente.”

In fuga verso Modica

Arrivata, però, nella città del cioccolato, la donna è peggiorata: “Al momento è ancora intubata, perché si stanno aggravando le sue condizioni. La signora, alla fine, ha detto la verità solo perché si è sentita male, allora non avrebbe parlato, creando un danno a tutto il paese, che al momento registra solo tre casi.” racconta Ignazio Abbate, il sindaco di Modica. “Noi abbiamo isolato e messo in quarantena tutte le persone che hanno avuto contatti con lei. Per fortuna si sta ampliando il controllo su tutto il territorio nazionale: stamattina ci hanno chiamato da Malpensa per comunicare al comando della polizia locale che anche lì hanno isolato e messo in quarantena tutto il personale di bordo e dell’aeroporto che ha interagito con la signora. Sappiamo che stanno facendo lo stesso pure a Roma e Catania.”

Cosa pensano i runners

“Chi corre sa bene cosa significa stare a casa fermi per un infortunio, ad esempio, la salute viene prima di tutto. Verrà il tempo in cui torneremo a gareggiare e ci sentiremo più liberi che mai, tra una falcata e un’altra”- riferisce Michele-“ Chi esce per correre comunque non può diventare un bersaglio per l’opinione pubblica. Insulti nei nostri confronti ne sono arrivati a valanghe. Si, bisogna rispettare le regole, ma giusto, etico e legale non significano la stessa cosa. Una guerra fra chi si allena a casa e chi esce per correre, crea solo attriti che in un momento non possiamo permetterci.”