SOS sfratti

Link ha lanciato un appello nazionale in questi giorni d’emergenza: “Ci siamo organizzati con Pensare Urbano Bologna e Unione Inquilini, sindacato inquilini a livello nazionale, e abbiamo chiesto alle istituzioni di concedere un contributo affitto per tutti e tutte. Il risultato? Il tema dell’abitare è entrato all’interno del dibattito pubblico e anche nell’agenda politica del governo, infatti il decreto Cura Italia ha vietato lo sfratto degli inquilini per sei mesi. Probabilmente sarà potenziato anche il già esistente Fondo per la morosità incolpevole per gli inquilini” afferma Francesco.

“Come ti smonto lo sceriffo”

“Decaro non è un divo (…), è piuttosto un eroe da western. Ma non il taciturno John Wayne, che come Ulisse non ha domande ma solo risposte perché è fatto della stessa sostanza degli astri, e sul finale infatti sparisce all’orizzonte dove cielo e terra infinitamente si uniscono. Decaro è pieno di domande. Anzi, ce n’è una che lo tormenta e che sembra non trovare mai una risposta adeguata. E questa inadeguatezza del mondo lo tortura: «E tu che ci fai qui?” continua Jacoviello.

Dove tutto è iniziato

Ricevuto l’aiuto dello Stato però bisogna essere controllati: “Con le app Wechat e Alipay possiamo pagare di tutto: dal biglietto aereo alla spesa. All’interno di queste hanno inserito un QR Code, un codice a barre letto da smartphone”- continua Ambra- “ Il lettore si trova all’ingresso di uffici e condomini. Se compare il verde significa che ti trovi in una zona sicura, al contrario rosso e giallo indicano che sei a rischio. In queste due applicazioni si trova una mappa che segnala eventuali casi positivi al virus, per il bene di tutti.”

Agostino e Chiara hanno bisogno di aiuto

“Non dormiamo, siamo stressati e non sappiamo cosa fare”- afferma una signora sulla cinquantina- “ Questa non è casa nostra. C’è chi alloggia in ostello e chi in albergo, abbiamo il timore che chiudano tutte le attività come in Italia e quindi potremmo ritrovarci per strada da un momento all’altro.”

Co.co.co.me campo?

“Chi ha un contratto co.co.co, oggigiorno, è sottopagato: “Per guadagnare abbastanza, devo andare ogni giorno in azienda per almeno otto ore al giorno, senza permettermi di ammalarmi. Se ho la febbre, ad esempio, io non vengo pagata.” racconta Nadia. “È una lotta continua, fatta di ansia e stress. Ansia perché quotidianamente devo raggiungere un tot di ore giornaliere, se voglio garantirmi uno stipendio dignitoso, stress perché se a fine giornata non raggiungi il tuo obiettivo, una volta arrivata a casa stai male, rimuginandoci tutta la notte.”

Un posto per Lorena

“Dall’uno marzo è stato registrato un calo di denunce di violenza domestica del 43,6%, ma casi come quello di Lorena”- continuano i colleghi- “Dimostrano che non è semplice per tutti stare a casa. Le vittime sono costrette a condividere tutto con dei possibili aguzzini.
Abbiamo bisogno di certezze, abbiamo bisogno che lo Stato garantisca tutele a tutte queste donne. Non basta un numero verde per salvare queste vite. Che la terra ti sia lieve.”

Non sei solo in quarantena

“Stiamo affrontando un momento insolito e le conseguenze psicologiche che lo accompagnano non sono da sottovalutare. Per questo io e due mie colleghe della scuola di Psicoterapia Sistemico Relazionale di Catania, abbiamo pensato di offrire gratuitamente supporto psicologico online a chiunque ne sentisse la necessità.” racconta Valeria Orestano, giovane psicologa che studia per diventare psicoterapeuta.

La cassa è la nostra trincea

I lavoratori dei supermercati sono costantemente in prima linea da quando il governo ha dichiarato tutta l’Italia zona rossa. Per loro, però, non è cambiato molto: riempiono i vari reparti e passano i prodotti sui rulli delle casse come sempre, ma ora hanno paura: “Non siamo sereni quando lavoriamo, perché ci sono acquirenti che entrano senza guanti o mascherine e quando glielo facciamo notare, ci rispondono “Non ce li ho”; chi lo sa se sono solo sprovvisti o negligenti.” – continua Valerio – “La società non ci considera “eroi” come infermieri, medici o farmacisti. Sappiamo di svolgere un lavoro diverso, ma anche noi siamo a rischio quotidianamente.”

In fuga verso Modica

Arrivata, però, nella città del cioccolato, la donna è peggiorata: “Al momento è ancora intubata, perché si stanno aggravando le sue condizioni. La signora, alla fine, ha detto la verità solo perché si è sentita male, allora non avrebbe parlato, creando un danno a tutto il paese, che al momento registra solo tre casi.” racconta Ignazio Abbate, il sindaco di Modica. “Noi abbiamo isolato e messo in quarantena tutte le persone che hanno avuto contatti con lei. Per fortuna si sta ampliando il controllo su tutto il territorio nazionale: stamattina ci hanno chiamato da Malpensa per comunicare al comando della polizia locale che anche lì hanno isolato e messo in quarantena tutto il personale di bordo e dell’aeroporto che ha interagito con la signora. Sappiamo che stanno facendo lo stesso pure a Roma e Catania.”

Cosa pensano i runners

“Chi corre sa bene cosa significa stare a casa fermi per un infortunio, ad esempio, la salute viene prima di tutto. Verrà il tempo in cui torneremo a gareggiare e ci sentiremo più liberi che mai, tra una falcata e un’altra”- riferisce Michele-“ Chi esce per correre comunque non può diventare un bersaglio per l’opinione pubblica. Insulti nei nostri confronti ne sono arrivati a valanghe. Si, bisogna rispettare le regole, ma giusto, etico e legale non significano la stessa cosa. Una guerra fra chi si allena a casa e chi esce per correre, crea solo attriti che in un momento non possiamo permetterci.”