mercoledì, Aprile 22, 2026

Catania

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Il sequestro a Ciancio salverà l’ex Centrale del Latte di Catania

L’ex Centrale del Latte di Catania è stata acquistata dalla  Iniziative Editoriali Siciliane Srl di Mario Ciancio, società ora confiscata. Nel 2017 il Comune ha approvato il progetto di demolizione della Centrale del Latte presentato dalla IES, per consentire la realizzazione di tre palazzi da cinque piani. Adesso però con la confisca l’ex Centrale del Latte, parte del patrimonio architettonico della città, può essere salvata e ristrutturata.

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-rete-AperturaSocietà

L’ultimo cavaliere dell’apocalisse mafiosa

La mafia a Catania ha tanti volti. Quello del politico del consiglio comunale che dà trenta euro per ogni voto e grida in piazza di essere amico del figlio del boss. Il volto di quel bambino di sei anni, figlio della compagna di uno spacciatore, usato per portare le pallina di cocaina alle macchine dei clienti. Il volto dell’elegante imprenditore, stimato da tutti, che porta lavoro e ama la famiglia. La mafia a Catania ha oggi pure il volto di Mario Ciancio “che ha contribuito al rafforzamento di Cosa Nostra”.

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-rete-Società

Dopo Ciancio. La Sicilia dei Siciliani

Si è svolta questa mattina presso il Giardino di Scidà – bene confiscato alla mafia la conferenza stampa de I Siciliani giovani sul decreto di sequestro e confisca dei beni e delle società di Mario Ciancio Sanfilippo. All’imprenditore, sotto processo per concorso esterno in associazione mafiosa, è stata sequestrata anche la società editrice del giornale “La Sicilia” e le emittenti televisive che adesso sono gestite da amministratori nominati dal Tribunale di Catania. Sono intervenuti Matteo Iannitti, giornalista de I Siciliani giovani, Giovanni Caruso, vicedirettore e Riccardo Orioles, Direttore del giornale.

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-rete-Editoriali

I “Siciliani”: pronti a rimettere in piedi “La Sicilia”

La fine di Ciancio può e dev’essere l’inizio di un’era completamente nuova dell’informazione a Catania: non affarista, non collusa, non di bavaglio, ma onesta, antimafiosa e libera. E giovane, sull’esempio delle decine e decine di giovani giornalisti che in tutti questi anni sono cresciuti professionalmente e civilmente coi Siciliani, a Catania come a Napoli, a Napoli come a Roma. Noi dei Siciliani siamo in grado, professionalmente e civilmente, di assumerci l’incarico di traghettare il giornale “La Sicilia” dal giornalismo di Ciancio a quello di Giuseppe Fava.

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-rete-PolisSocietà

Sogno di un mattino di fine estate

“Hanno sequestrato La Sicilia”. “Chi? Come””. “Mah, il processo…”. “E allora?”. “Beh, potremmo provare a prendercela noi giornalisti antimafia. I beni confiscati… Non c’è una legge?”. Ho sognato che stavamo uscendo dal palazzo di giustizia, giornalisti e avvocati, e qualcuno diceva: “E’ finito il processo”. “Alè!” ho pensato io, sempre nel sogno.

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-rete-AperturaMondoPaesiPeriferiePolis

Sulla pelle degli ostaggi della Diciotti non c’era nulla da vincere

In presidio al porto di Catania, tentando ogni maniera per far sentire la nostra solidarietà alle donne e agli uomini a bordo della nave Diciotti, noi non giocavamo a braccio di ferro col Ministro Salvini. Mai abbiamo pensato che il nostro stare lì fosse soltanto l’espressione politica dell’opposizione alle scelte del Governo. Se così fosse stato avremmo dovuto avallare che tenere ostaggio delle persone, causando malattie e sofferenze, potesse essere una legittima scelta di un Governo.

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