mercoledì, Aprile 22, 2026

Catania

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Ciancio, Morosoli e il modello Catania

Non è un caso quello Catania, non è un caso neanche quello Ciancio. È un modello. Un paradigma della gestione del potere, ovvero la complicità tra imprenditoria, politica, informazione e magistratura. Comitati d’affari, a ragione, si diceva un tempo. A Catania i ricchi sono compari, soci in affari, amici di merende. Una loggia con un forte vincolo di appartenenza: quello alla città che conta. A Catania siamo fermi ai Viceré. Qui vige la plutocrazia.

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Il procuratore buono e quello cattivo

C’è lo Zuccaro coraggioso e tutto d’un pezzo, rigoroso e serio, uomo come pochi se ne sono visti nel tribunale di Catania: capace di arrivare dove mai nessuno era arrivato con le indagini. Un giudice finalmente al servizio della collettività contro i potenti, i massoni, i mafiosi. C’è l’altro Zuccaro, braccio giudiziario del fanatismo leghista, ossessionato dal trovare del torbido nella solidarietà.

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Sbavaglio, ebook dei Siciliani Giovani

Sessantaquattro pagine di nomi, cognomi e avvenimenti sull’odissea della storica testata La Sicilia di Catania, un giornale usato come strumento per nascondere le verità. Una su tutte: la mafia a Catania. Negata, celata, ridotta solo a piccola delinquenza mentre il boss Nitto Santapaola costruiva il suo impero criminale.

L’ebook è scaricabile gratuitamente o con una donazione al link https://payhip.com/b/EYJz

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Il primo compleanno del Giardino di Scidà

È passato un anno dall’affidamento a I Siciliani del bene confiscato alla mafia di via Randazzo 27 a Catania. Un anno di attività, spettacoli, partecipazione per dare vita al Giardino di Scidà. Domenica mattina, 18 novembre, dalle ore dieci festeggeremo il compleanno del Giardino. E siamo contenti, Giambattista Scidà e Pippo Fava sarebbero contenti anche loro. Siete tutte e tutti invitati.

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Dissestati

Gli impiegati a tempo indeterminato del Comune di Catania sono circa tremila. Quando è arrivata l’assunzione, ormai quasi trent’anni fa per tutti, hanno festeggiato. Il posto fisso al Comune in una terra dalla quale si fugge e dove due imprese su tre falliscono: una grande notizia. Per decenni il 27 del mese è arrivato puntuale lo stipendio. Adesso non più. Da dodici giorni nessuna notizia dell’accreditamento. Ora c’è il dissesto e non si sa come andrà a finire. “Che fine faremo noi? Noi siamo gente in carne ed ossa, non siamo numeri, non siamo cifre sui bilanci”.

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La politica affronta le emergenze con la scaramanzia

Lo sappiamo già tutti che “prima o poi” avverrà quello di cui parliamo sempre e per cui centinaia di allarmi sono stati lanciati. La collina non reggerà più, l’acqua sarà troppa, il terremoto sarà forte davvero. La reazione istituzionale però è sempre la stessa: lo sguardo alla mano destra, un piccolo garbato movimento del braccio verso l’inguine e un impercettibile solletico in punta di dita ai testicoli. “Speriamo che non succeda”.

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