Il primo compleanno del Giardino di Scidà

Un anno fa la consegna a I Siciliani giovani del bene confiscato alla mafia di via Randazzo

Quando si varca il portone di via Randazzo 27, si scendono le scale, si attraversano le stanzette e si arriva al giardino, si rimane sbalorditi. In pochi immaginano che nel centro della città residenziale, in una zona enormemente cementificata, si possa trovare un giardino segreto, con gli alberi di limoni, di mandarini, di nespole, di fichi e melograni, coi gelsomini e le calle, i garofani e le fresie. Un grande pino che sovrasta tutto e il profumo della terra di campagna. Il tanfo della mafia ha fatto da concime ma adesso c’è vita nuova.

Il 16 novembre del 2017, esattamente un anno fa, l’Ingegnere Trainiti e l’architetto Catalano del Comune di Catania firmavano insieme a noi il verbale di consegna del bene confiscato alla mafia di via Randazzo 27. Ci hanno dato in mano un mazzo di chiavi e noi abbiamo garantito che avremmo trasformato quello spazio, abbandonato per decenni, in un luogo di tutte, per tutti. Diventava finalmente realtà ciò che era stato scritto nelle pagine dei progetti, negli appunti delle riunioni, nelle scartoffie burocratiche.

Non c’era nulla e abbiamo dovuto fare tutto: il contratto della luce, l’impianto elettrico, l’impianto idraulico. Abbiamo dovuto togliere le porte distrutte, cambiare gli infissi, ripristinare le pareti, montare lo scaldabagno, montare le lampade e i lampioni. Controllare i tetti malconci e ripristinarli. Rimettere in sesto il giardino, costruire i gradini, la rampa, il massetto. C’è stato Maurizio Parisi, senza il quale nulla si sarebbe potuto fare: la mattina stringeva i tubi, metteva in ordine il giardino, la sera riunione di redazione. Ci sono stati gli architetti Giuseppe Mazzeo e Lorenzo La Mantia che prima sono venuti a fare i sopralluoghi, poi a prendere le misure. Hanno redatto un progetto di riqualificazione dell’immobile e ci hanno aiutato nelle richieste al Comune e infine lo hanno realizzato, rendendo fruibile il giardino e l’immobile. Irene Cummaudo che ci ha insegnato a rimettere in sesto le pareti e a leggere Pippo Fava. Andrea, Elena, Giorgio, Soemia che ci hanno portato il circo, le bolle di sapone e la magia. Salvo Castro e gli attivisti del Comitato Popolare Antico Corso hanno invece portato la luce.

Per farlo non avevamo nemmeno un euro e così, vincendo un bando di Banca Etica, attraverso la piattaforma di crowdfunding Produzioni dal Basso abbiamo iniziato a raccogliere i contributi di tutte e di tutti. Tanta è stata la generosità di chi è così diventato protagonista del progetto del Giardino di Scidà. Quindicimila euro raccolti in cinquanta giorni, utilizzati tutti per rendere fruibile e bello il giardino.

L’Arci, la Fondazione Fava, il Gapa, partner de I Siciliani nella gestione del Giardino hanno lanciato il cuore oltre l’ostacolo e grazie a Francesca Andreozzi, Giuseppe Andreozzi, Dario Pruiti, Saro Rossi, Ivana Sciacca, siamo riusciti a organizzare eventi, a presentare progetti, ad avviare campagne, a mettere in piedi un gruppo di educatrici ed educatori che adesso sono i veri protagonisti delle attività del Giardino.

Alessio Di Modica al Giardino ha portato il suo spettacolo Ossa, Turi Zinna ha recitato Doppio Legame, l’associazione Terre Forti con Alfio Guzzetta ha messo in scena quattro spettacoli teatrali. Le bambine e i bambini dello Studio di logopedia e psicomotricità hanno giocato e sguazzato in piscina nelle mattine di luglio, le bambine i bambini del Gapa si sono tinti di blu e hanno dato colore al giardino. Le donne del quartiere hanno fatto yoga, le mamme e i papà del quartiere hanno festeggiato in giardino i compleanni dei loro figli. Sono venuti da tutta Italia a visitare il bene confiscato: scuole del piemonte, di Trento, licei di Catania. Sono venuti i ragazzini di Librino a scoprire cos’è e come funziona un bene confiscato alla mafia. Una sera d’estate abbiamo esposto le foto scattate per il giornale del sud e abbiamo proiettato Prima che la notte, il film sulla storia de I Siciliani e di Pippo Fava. C’erano gli attori del film, c’era Claudio, c’era Riccardo e c’erano tantissime persone, sedute a terra, sulle scale, sull’antica cisterna che sovrasta il giardino.

Tutto questo grazie all’impegno di Fausta, Elena, Tea, Mario, Emilio che hanno permesso che il giardino aprisse, che fosse sempre accogliente.

Abbiamo ancora tanta strada da fare. Tra poco al giardino arriverà internet, arriverà la radio, sono già arrivate, direttamente dal set del film, le riproduzioni dei quadri di Pippo Fava, donati dalla Fondazione Fava al Giardino. E arriveranno le classi delle scuole per imparare cosa significa giornalismo, cosa significa combattere davvero, non solo a parole, la mafia.

È passato un anno. Domenica mattina, 18 novembre, dalle ore dieci festeggeremo il compleanno del Giardino. E siamo contenti, Giambattista Scidà e Pippo Fava sarebbero contenti anche loro. Siete tutte e tutti invitati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Si informano i lettori che i commenti troppo lunghi potrebbero essere considerati SPAM e cestinati in automatico.
Vi preghiamo pertanto di essere concisi nei vostri commenti.