Gli sfollati di Castromarino

I lavori per la metropolitana lasciano, a quasi un anno di distanza, senza casa i residenti dell’Antico Corso.

“Ancora è tutto lì: libri, lenzuola e pure quei tre piatti sporchi dalla sera prima. Non ci speriamo più, ma tra i buoni propositi del 2021, riavere il nostro condominio è al primo posto”, spiega Oriana Pappalardo, portavoce delle quattordici famiglie rimaste da gennaio senza casa, a seguito del crollo della palazzina di via Castromarino.“Io mi posso pure ritenere fortunata perché, insieme ad altre quattro famiglie, ho trovato un appartamento per studenti in affitto, grazie alla rete di amici che da sempre ci ha sostenuto, ma non dovrebbe funzionare così.” – prosegue la professoressa scarabocchiando in cucina gli ultimi appunti prima della didattica a distanza – “La magistratura sta indagando senza darci risposte ed il comune ci ha abbandonati da subito, continua a non trovarci alloggi adeguati e dopo un anno è inaccettabile.”

“Molti pagano il mutuo per un casa che non c’è, diventerebbe insostenibile per loro sobbarcarsi anche l’affitto” – per questo la richiesta di un bonus famiglia – “volevamo aiutare chi vive tuttora da parenti o in seconde case al mare e in campagna; convertire il bonus casa ci sembrava la soluzione migliore per coprire tutte le spese, dalle medicine al nuovo appartamento.” Ma oltre il danno, la beffa: “Il cancello è dissequestrato, potremmo rientrare e prendere finalmente tutte le nostre cose, ma i lavori per l’ampliamento della metropolitana sbarrano l’ingresso della palazzina” dice Oriana infastidita. Le poche transenne hanno lasciato spazio ad un’enorme recinzione verde che blocca, oltre la strada, la visuale su via Castromarino, inghiottita tra scavatrici e binari. “Chissà com’è ora casa mia, da giugno non so se ci sono altre crepe sui muri o se la polvere si è impadronita del salotto.”

“Dopo l’incontro in prima Municipalità di lunedì ventuno dicembre, l’assessore alle politiche sociali Lombardo ci ha dato dei bugiardi perché, a suo dire, i soldi che aspettavamo per gli affitti delle case sono arrivati, ma non è così, mentre l’assessore Porto, responsabile della protezione civile di Catania, non si è nemmeno presentato.” – aggiunge Oriana arrabbiata – “Insomma, se resti fuori casa a Catania, fatti il segno della croce.”

 

 

 

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