Prossima fermata: via Castromarino.

Dopo quattro mesi i residenti di via Castromarino sono senza casa.

“Sono un’insegnante precaria, mio marito fa l’artigiano e ho un bambino di sette anni. Da tempo soffro di artrite ma negli ultimi quattro mesi è peggiorata: dormo in un sacco a pelo e faccio il bucato a mano in una vasca, adesso persino stringere la mano per me è doloroso, ma non posso evitarlo perché sono una professoressa e il mio lavoro mi costringe a scrivere” racconta Oriana Pappalardo, dal venticinque gennaio senza casa per il crollo della palazzina in via Castromarino causato dai lavori di ampliamento della Metro. Adesso vive in un’abitazione di fortuna: non c’è la lavatrice, non ci sono letti, il balcone, pericolante, è come se non ci fosse. Sono rimasti solo i sostegni in ferro, ormai arrugginiti, per questo motivo Oriana e la sua famiglia non si sono potuti nemmeno affacciare per prendere una boccata d’aria fresca.

“Per il comune di Catania noi siamo crollati insieme al palazzo, non esistiamo più dal venticinque gennaio. Sono quattordici le famiglie sfollate, alcuni sopravvivono grazie al reddito di cittadinanza.

Pochi fortunati, gli affittuari, hanno trovato una sistemazione permanente: una signora grazie al suo contratto di lavoro a tempo indeterminato, una famiglia invece tramite un amico. Invece altri per rispettare la quarantena si sono adattati: un signore ha vissuto per qualche mese in macchina fino a che un parente non l’ha ospitato, mentre due famiglie si sono spostate al di fuori della provincia nelle case a mare di amici e parenti” spiega Oriana.

“Il palazzo in sé e per sé non era in cattive condizioni, di recente avevano sistemato il tetto spendendo parecchi soldi. È crollato perché non aveva più le fondamenta. Non siamo stati creduti per molto tempo, ma se si hanno pochi soldi in tasca si preferisce mettere in sicurezza il palazzo piuttosto che abbellire la facciata. L’otto aprile c’è stato un tentativo di sciacallaggio perché il comune ha staccato luce, acqua e gas, lasciando la strada anche al buio”- continua Oriana- “Il Comune in tutto ciò se n’è lavato le mani: aveva promesso duecentottanta euro a famiglia per l’affitto e non ha saldato le fatture dell’albergo dove ci hanno mandati.”

Ma il Comune al suo interno appare diviso sul da farsi, infatti Graziano Bonaccorsi, consigliere comunale, ha affermato: “Non si conoscono ancora le sorti del palazzo, non è stata progettata la messa in sicurezza. La strada è illuminata solo da un faretto” – richiesto con insistenza da Oriana e Graziano – “Qualche settimana fa una macchina si è schiantata contro il palazzo di via Castromarino. L’amministrazione comunale ha sostenuto le famiglie nella ricerca di un immobile da affittare, ma i proprietari, date le loro condizioni economiche, temono di non venire pagati.”

“Il comune ci ha suggerito di affittare una casa, ma io tra un mese sarò disoccupata”- dice Oriana-“Perché mi scade il contratto, mio marito ha preso l’una tantum da seicento euro, insomma non abbiamo i prerequisiti fiduciari. Se non fosse stato per i miei amici io sarei finita nel vecchio camper che abbiamo, ma se le cose non migliorano, quella sarà casa nostra, non possiamo più restare qui in queste condizioni.”

 

 

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