mercoledì, Aprile 22, 2026

Catania

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Un arancino per accogliere

L’arancino è diventato un simbolo di solidarietà e accoglienza. “Avremmo voluto darli ai 177 migranti, ma ovviamente non ce lo hanno permesso” dice una manifestante. “Il cibo da noi in Sicilia è un modo per accogliere gli ospiti” raccontano. “Abbiamo mostrato pacificamente che Catania è aperta, solidale. La città vuol far capire il suo dissenso sugli ostaggi della Diciotti” dichiara uno degli organizzatori. 

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Fateli scendere.

La nave Diciotti a Catania. Salvini tiene in ostaggio centosettantasette persone, le associazioni in manifestazione chiedono che vengano fatte sbarcare. L’appello: Da molti giorni 171 donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. È inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano delle 171 persone stremate e in precarie condizioni di salute.

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Le poltrone degli amici

Le società partecipate del Comune di Catania cambiano i vertici. Via gli amici di Enzo Bianco, i fedelissimi della senatrice Valeria Sudano, i miracolati da Luca Sammartino. Tutti nominati senza alcuna selezione pubblica, senza alcun concorso, per pura spartizione politica. Pronti a subentrare gli amici di Salvo Pogliese, i primi dei non eletti al consiglio comunale, i fedelissimi di Lombardo e Firrarello, i giovani rampanti che non si sono candidati alle elezioni ma si sono impegnati in campagna elettorale. Pronti ad accaparrarsi una poltrona gli uomini noti del centrodestra catanese, finalmente tornato a destra. Unico requisito, la fedeltà politica. E poi c’è la città e i diritti che le società partecipate dovrebbero assicurare alle cittadine e ai cittadini.

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Le mani e l’acqua salata. Riflessioni di un pescatore siciliano

Attraverso la trasmissione orale e quotidiana dei saperi, attraverso l’esperienza di ogni notte e di ogni giorno, il piccolo pescatore costiero diventava architetto del mare, costruendosi un atlante della memoria diveniva al tempo stesso meteorologo, biologo, astronomo, geografo ed economo del suo stesso destino. E qui “le mani e l’acqua salata”, diventano simbolo ed emblema di un mestiere limpido, trasparente e dolcemente pesante. Ma estremamente “bello”.

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Vietato essere poveri

Ordinanza del Sindaco di Catania. Multe per chi si siede o dorme in strada. Proibito pure bere birra e vino fuori dai locali. Multe da 50 ai 300 euro per chi bivacca nel centro città, per chi consuma bevande alcoliche al di fuori dei pubblici esercizi regolarmente autorizzati e per chi detiene strumenti idonei all’imbrattamento di immobili e arredi urbani. Ma un’altra Catania già chiede che l’Ordinanza venga ritirata e prepara un’assemblea pubblica.

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Sulle ronde di Casa Pound

Un atto di irrisione degli organismi preposti al mantenimento della sicurezza: si violano tutte le regole di discrezione e di tutela della vita personale e privata dei cittadini, si infrangono altresì le leggi fondamentali di legalità in vigore nel nostro Paese che, tra l’altro, prevedono in maniera vincolante specifiche normative sulle modalità di attuazione della vigilanza nei luoghi pubblici e privati, con l’uso di personale specializzato e la preventiva concessione di apposite licenze da parte delle prefetture.

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Chi ha già vinto il campionato

Il 9 marzo, a urne appena chiuse, Lanzalone e Parnasi si incontrano a pranzo, parlano del futuro governo, ancora ufficialmente nelle mani di Dio. Lanzalone fa il nome di qualche possibile ministro 5stellato (previsione fondata);  e si organizza una cena per il 12 marzo, una settimana dopo il voto. Parteciperà a questa cena (i cui contenuti sono al momento coperti da omissis) Giorgetti, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, l’uomo messo da Salvini a palazzo Chigi per controllare tutto ciò che avviene da quelle parti. Giorgetti e Lanzalone parlano, stabiliscono un ponte.

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