I padroni della città

L'area di Corso dei Martiri a Catania

Mario Ciancio in prima fila, Ennio Virlinzi che si frega le mani, Aldo Palmeri pronto a incassare commissioni milionarie, Bosco e Costanzo padroni del 40 per cento delle aree festeggiano il valore assunto grazie ai titoli edilizi firmati dalla direzione urbanistica del Comune. Salvo Pogliese e la destra intascano il risultato di aver visto approvato il loro progetto originario. Enzo Bianco sorride alle telecamere e spera di guadagnare qualche punto. Per l’ennesima volta un’area libera di Catania diventa edificabile, per l’ennesima volta i proprietari dell’area sono gli stessi di sempre.

Dal letame nascono i fior

Una frase di Fabrizio De Andrè dipinta su un edificio distrutto di San Berillo - foto Mario Libertini

Attraversare San Berillo è come varcare un confine. Dalle centralissime via Etnea e Piazza Stesicoro basta percorrere pochi metri per trovarsi in una Catania diversa. Un’anziana prostituta, seduta sull’uscio della sua piccola stanza, ci indica la strada verso il cuore del quartiere, dietro di lei il letto disfatto. Tra le vie che si fanno più strette iniziano ad affiorare colori, fiori, piante..

La resistenza a Librino

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Stamattina, alle 10, al Campo San Teodoro liberato un’assemblea pubblica per stare insieme, per lavorare, per giocare. Per ricostruire. Continuare il lavoro di ogni giorno, la liberazione dai poteri mafiosi.

Le olimpiadi di ogni giorno

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Stasera alla Palestra popolare polisportiva etnea, in via Coppola 6, alle ore 18.00 ci sarà la presentazione della squadra San Berillo Calcio Junior, alle 19.00 il dibattito “Avere sogni grandi nei quartieri di Catania”. A seguire cena sociale dove i fondi saranno devoluti ai Briganti di Librino. Domattina, 14 gennaio, alle 10 assemblea e lavori al Campo San Teodoro liberato.

La mafia ha bruciato tutti i palloni da rugby

I Briganti di Librino, un giovane rugbista guarda il gioco dagli spalti - foto Alessandro Romeo

Le carte da “uno” bruciacchiate davanti la porta, qualche borraccia squagliata e l’odore acre della plastica andata a fuoco. Il tetto crollato, i vetri infranti. Non resta altro della Club House dei Briganti Rugby di Librino, quartiere popolare di Catania. Un incendio poco prima della mezzanotte ha distrutto tutto. La mano è quella della mafia.

O scappi. O muori

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A Catania non si spara più. Però intanto l’anno scorso è stata la volta di un ventinovenne: qualcuno ha provato a sparargli vicino al Castello Ursino, lui ha cercato di scappare a piedi per salvarsi. Mentre nel 2010, poco più su, nell’Antico Corso, un uomo ha fatto un’altra sparatoria, ferendo senza che c’entrasse una studentessa. Rimasta paralizzata per sempre dopo “l’incidente”.