Una Resistenza a Catania

Il due luglio 2012 è scattato l’enne­simo sfratto esecutivo da parte della proprietà (le Suore Orsoline) per ma­nifesta morosità nei confronti dell’I.C. “Andrea Doria” (dossier). Il Comune di Cata­nia infatti non paga da marzo 2011, dopo aver firmato il contratto a set­tembre 2010 (ma nelle casse del Co­mune non erano rimaste oltre 680 mila euro, frutto del “rigore e lotta all’evasione” della giunta Stancanel­li?).
Probabilmente si darà il tempo di finire esami e scrutini e l’eventuale trasloco.
Per dove? Dove andranno classi e laboratori di via Cordai? Andranno nella succursale di via Case Sante? Ci sarà posto per tutto e tutti? E le attività con ragazzi e famiglie realiz­zate in via Cordai avranno seguito in via Case Sante, non più San Cristo­foro ma zona Cappuccini? Appro­fondiremo il tutto e vi terremo ag­giornati.
Così questa via Cordai sarà più vuota, così il quartiere di San Cristo­foro non avrà più una scuola media, non avrà più quel presidio democra­tico che la rendeva un po più sicura, e un po di speranza a quei ragazzini che volevano “crescere”.
Anche noi del Gapa che per 25 anni abbiamo vissuto a contatto con questa scuola ne resteremo orfani.
Noi del Gapa abbiamo deciso di resistere, e lo facciamo con la nostra presenza: nei vicoli e le piazze gio­cando insieme ai ragazzini, lo faccia­mo nelle lotte sociali e per il diritto ad andare a scuola, lo facciamo nelle attività condotte al “gapannone ros­so”, che vorremmo che fosse la casa di tutto il quartiere.
Lo facciamo con l’antimafia socia­le, che è poca cosa contro una nuova e virulenta “mafia sociale”, che come un veleno si è insediata tra la povera gente, negli infelici e dispera­ti che per vivere si trasformano in venditori di droga.
Questi, per fortuna ancora pochi, non dialogano più, preferiscono l’aggressività e la violenza verbale e non solo, anche contro chi come noi ha scelto il dialogo civile, ha scelto la partecipazione democratica, ha scelto di stare dalla parte dei diritti de i bambini e degli adolescenti.
Soprattutto quelli che non vanno più a scuola e non lavorano, loro sono i più deboli e vengono usati come “va potta” dai pusher. Questi uomini, queste donne co­stretti a questo umiliante inferno noi non li condanniamo ma decidiamo di stargli vicino con umiltà, rigore e coerenza con i nostri principi.
Ma sicuramente condanniamo la cattiva politica alleata delle mafie, condanniamo la parte della città che per paura o egoismo non considera i quartieri popolari e chiediamo alla cosidetta società civile di riflettere e capire ciò che accade a San Cristofo­ro, ciò che accade al Gapa.
Dalle nostre assemblee viene fuori una sola idea, che a San Cristoforo ci restiamo e a San Cristoforo resistia­mo.

Il Gapa è un centro di aggregazione sociale che da 25 anni opera nel disagiato quartiere di San Cristoforo a Catania

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