Tarlabaşı, Istanbul

Espulsi dal centro della città

Non è un gemellaggio per scambi culturali e sociali, bensì la solita brutta storia che racconta di speculazione edilizia e commercio infame a discapito degli emigranti, ultimi fra gli ultimi, che vivono nei quartieri emarginati.

Nel 1960 a Catania incominciò la distruzione del quartiere di San Berillo in nome della modernità: in realtà non era altro che l’inizio della prima e più grande speculazione edilizia, finita in uno scandalo fatto di corruzione fra politici e palazzinari. La stessa cosa ci raccontano tre fotogiornaliste di Istanbul.

Ci raccontano del quartiere di Tarlabaşı, abitato da emigranti kurdi, anatolici e rumeni, troppo “brutti, sporchi e cattivi” per vivere al centro della città.

Anche qui nasceranno centri commerciali e appartamenti lussuosi, mentre per gli emarginati c’è solo un destino di povertà ed ulteriore emarginazione: ma che importa? Per i poteri forti l’importante è che questa gente si disperda nei luoghi più oscuri.

A Catania, in quel che rimane nel vecchio quartiere di San Berillo, accadrà la stessa cosa con i bulgari che vivono nelle “fosse” di Corso Martiri della Libertà.

PEZZI DI FERRO

I lavoratori raccolgono pezzi di ferro da rivendere, dopo che il proprietario dell’attività ha dovuto abbandonare il negozio.

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