martedì, Maggio 21, 2024
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Sospeso per aver pubblicato una notizia su Galvagno in un altro giornale
“Messo il bavaglio a un giornalista scrupoloso e con la schiena dritta”

Il provvedimento disciplinare è stato emesso dai vertici della testata regionale online MeridioNews nei confronti del redattore Simone Olivelli. “L’articolo pubblicato sul Fatto si discosta dalla nostra linea politico-editoriale ed essendo MeridioNews e ilfattoquotidiano.it giornali concorrenti, la mancata pubblicazione nella nostra testata ci ha arrecato un danno”, è la posizione dell’azienda. “Motivazioni ipocrite e pretestuose”, replicano i sindacati. Il neo presidente dell’Ars: “Non conosco la vicenda”

Sospeso per aver pubblicato una notizia che “si discosta apertamente dalla propria linea politico-editoriale” su un altro giornale. È la storia di Simone Olivelli, giornalista di professione e attuale redattore a MeridioNews, testata online regionale registrata presso il Tribunale di Catania, edita dal gruppo Rmb e diretta da Giuseppe Russo. Una storia che, una volta declinata dal burocratese, lascia spazio a molteplici interrogativi relativi al rapporto tra informazione e politica. In una vicenda che per Figec, il sindacato dei giornalisti, “è una censura ex post che va a colpire la libertà di espressione del giornalista, la sua autonomia professionale, nonché il diritto dei cittadini a essere informati”. 

La notizia è “Sicilia, l’amico imprenditore e le accuse del funzionario: quell’indagine per corruzione archiviata su Galvagno, neo presidente dell’Ars” e riguarda il più giovane presidente del parlamento siciliano: Gaetano Galvagno di Fratelli d’Italia. L’articolo, pubblicato il 10 novembre sul fattoquotidiano.it, non sembra essere piaciuto a chi è alla guida di MeridioNews. Così da un’azione legittima (la pubblicazione di una notizia) è poi nata la controversia. 

Giornalista dal 2012, Olivelli è stato destinatario di un provvedimento di sospensione dal lavoro – che il professionista svolge senza obbligo di esclusiva e a tempo parziale – emesso dai vertici dell’azienda, da cui è derivato l’allontanamento dalla redazione per un periodo complessivo di 15 giorni. A sollevare la questione è stato lo stesso Olivelli con un lungo post su Facebook. “Nonostante abbia un contratto privo di clausola di esclusiva – si legge nel post del giornalista -, l’azienda lamenta di avere subito danni ‘morali e materiali’ per la mia presunta trasgressione ai doveri di fedeltà, accusandomi di avere fatto bucare la notizia”. 

Al contempo, precisa il professionista, “pur essendo apparsa sul Fatto, testata con cui collaboro da quasi tre anni, l’azienda sottolinea che l’articolo ‘si discosta apertamente dalla propria linea politico editoriale’ , confermando, in tal modo, che non l’avrebbe comunque pubblicato a meno di non apportarvi, come specificato nella sanzione, ‘le dovute modifiche’, adattandolo così alla ‘predetta linea politico editoriale'”. Una osservazione che per Figec, sindacato aderente alla Cisal, “è pretestuosa e ipocrita proprio perché l’articolo è stato pubblicato su una testata esterna al gruppo Rmb”. 

In sintesi: al giornalista si contesta la pubblicazione di una notizia in un altro giornale nonostante la stessa notizia, per ammissione dei vertici aziendali, non sarebbe stata pubblicata se non con le dovute modifiche. “Affermazioni che, trattandosi di tematiche giudiziarie, a distanza di diverse settimane ammetto di faticare a comprendere”, è la posizione di Olivelli.  

Ma c’è anche qualcosa di ironico nelle motivazioni messe nero su bianco dall’azienda nella nutrita corrispondenza tra le parti in causa: si tratta della costatazione per la quale ilfattoquotidiano.it sarebbe un giornale concorrente di MeridioNews. Secondo i vertici dell’azienda le due testate (una di carattere nazionale e l’altra regionale), avendo una diffusione online, avrebbero “lo stesso potenziale bacino di utenti-lettori”. Circostanza questa che, tra le altre, per l’azienda contribuirebbe a qualificare come scorretto il comportamento del giornalista – consistito nella pubblicazione della notizia sul Fatto senza chiedere il permesso preventivo a MeridioNews -, creerebbe danni all’azienda e giustificherebbe il ricorso alla sanzione.  

Doglianze che per Assostampa, il sindacato unitario dei giornalisti siciliani che assiste Olivelli nella vertenza, non avrebbero fondamento. A partire dalla chiamata in causa da parte dei vertici aziendali della norma regolatrice del rapporto lavorativo: l’articolo 13 del Contratto nazionale giornalisti (Aeranti-Corallo-Fsi). “Il tele-radiogiornalista quando sia stato assunto per prestare esclusivamente la sua opera non potrà assumere altri incarichi senza esserne autorizzato per iscritto dall’editore, d’accordo con il direttore – recita la disposizione – Se al tele-radiogiornalista non assunto in esclusiva sia, in costanza del rapporto, richiesta la prestazione esclusiva, sarà dovuto un superminimo non inferiore al 10 per cento da calcolarsi sul minimo di stipendio”. Contratto che l’azienda tira in ballo per lamentare la presunta violazione della clausola di esclusiva. 

Per il sindacato, però, nella fattispecie contrattuale si rilevano alcune incongruenze. “Il giornalista dipendente è stato assunto con un contratto part-time al 60 per cento – replica Assostampa nella nota di contestazione -, una percentuale che non può essere oggi interpretata unilateralmente quale impegno esclusivo nei confronti dell’azienda datrice a meno che la stessa non ritenga di avvalersi di questa opportunità versando al dipendente un superminimo non inferiore al 10 per cento”, come previsto da contratto. Nel caso in questione Olivelli non ha invece ricevuto il superminimo. “Pertanto risulta priva di fondamento la pretesa dell’azienda”, sottolinea il sindacato. 

Secondo le disposizioni contrattuali in essere, che regolano il rapporto di lavoro tra il giornalista e il giornale, inoltre “Olivelli dovrebbe prestare la sua opera alle dipendenze della testata giornalistica televisiva SestaRete (emittente anch’essa facente parte del gruppo Rmb, ndr) – sottolinea Assostampa -, mentre la contestazione viene mossa in relazione all’attività della testata on line MeridioNews“. Ergo: per i sindacati risulta particolarmente complicato immaginare l’applicabilità di clausole contrattuali previste per la Tv a un giornale online che, per sua natura, non è un’emittente televisiva. 

Abbiamo provato a contattare il neopresidente dell’Ars Gaetano Galvagno per una replica, senza però ottenere riscontri utili: “Al momento abbiamo difficoltà a calendarizzare interviste al Presidente – fanno sapere dall’ufficio stampa -, perché  siamo molto indietro sulla tabella di marcia a causa dei numerosi impegni istituzionali che lo vedono abbastanza oberato”. Nel frattempo, però, Galvagno si smarca da presunti coinvolgimenti. “Non conosco la vicenda di Olivelli nel dettaglio, non so se sia stato censurato né da chi, ma mi dispiace – dichiara il presidente dell’Ars all’Agi – So di quest’articolo, in cui lui ha riportato con completezza d’informazione la mia vicenda, che si è conclusa con un’archiviazione. Non conosco la vicenda della censura, ma non c’è alcuna critica da parte mia a quell’articolo, che anzi fa chiarezza e non è capzioso o tendenzioso”. 

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