Sant’Agata: tradizione, fede e quelle ordinanze mai rispettate (Foto)

La festa di Sant’Agata è finita ormai da giorni. L’anno prossimo avremo ancora ordinanze che vietano attività poi sostanzialmente consentite?


 

Sono passati ormai alcuni giorni dalla fine delle festività agatine. Ogni fedele ha nuovamente collocato il proprio sacco nel cassetto; di cera sulle strade non se ne vede più.

Negli occhi dei tanti sono rimaste le immagini di una festa che ogni hanno richiama migliaia di persone da ogni parte del mondo. La festività ha quindi rilevanti riflessi sull’economia della città. Chi mangia fuori, chi acquista il torrone. Chi mangia un panino con la carne di cavallo in piazza Stesicoro. Aspetta … in piazza Stesicoro vendono carne e c’è un braciere?? Si, proprio così sembriamo all’ottobrata di Zafferana Etnea. Alcune domande sono d’obbligo. Chi garantisce la qualità del prodotto venduto? da dove viene quella carne? com’è conservata? Ma non c’era una ordinanza che vietata l’allestimento di bracieri lungo tutto il percorso della Santuzza e nelle vie limitrofe? Si, l’ordinanza c’era e ci sarà anche l’anno prossimo. C’erano e ci saranno anche gli agenti della municipale accanto alle bancarelle abusive. Una domanda: se il fenomeno degli abusivi non è eliminabile, se è inutile vietare perchè non cercare di disciplinare? Perchè non prevedere licenze temporanee? Perchè non individuare per tempo luoghi da assegnare? Perchè non cominciare già da ora la predisposizione dell’organizzazione per la festa dell’anno prossimo?

A fronte di una organizzazione più rispondente alle esigenze lavorative di tanti sarebbe più giustificabile una azione repressiva che si esprima nei confronti di chi non rispetta le regole.

La semplice repressione formale connessa all’emissione di ordinanze di divieto sulla cui osservanza non viene operata alcuna vigilanza produce l’effetto sostanziale di legittimare il mancato rispetto delle regole.

 

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