“Il sole continuerà a splendere”

Cosa si dice in Olanda e Regno Unito.

“Qui in Olanda ci sono confermati 614 casi e cinque deceduti. Il sistema sanitario è piuttosto solido, ma c’è tanta paura delle possibili conseguenze economiche, per cui hanno posticipato tutte le misure di sicurezza per contenere il virus” dice Manfredi studente dell’università di Leiden.

“Oggi il primo ministro olandese ha vietato la presenza di più di cento persone in un luogo chiuso.  La mia università è chiusa a partire da oggi tredici marzo, però i locali continuano a rimanere aperti”- continua Manfredi- “La gente per ora crede che non sia grave il problema, ma con nuove restrizioni potrebbero cambiare idea. Nessuno fino ad ora gira con guanti e mascherine, però nei supermercati scarseggiano i beni di prima necessità come pasta e carta igienica. Gli eventi sportivi sono stati cancellati.”

Questa la situazione in Olanda, nel Regno Unito, dove attualmente si trova Barbara, il sindaco di Londra, Sadiq Aman Khan, consiglia di lavare le mani cantando Happy Birthday.

“Londra è soleggiata e tranquilla al momento, va avanti come sempre con i suoi ritmi frenetici. Boris Johnson dice che non è necessario prendere precauzioni particolari: fino a due giorni fa si poteva andare ancora allo stadio, da oggi non più; si possono prendere mezzi pubblici” racconta Barbara.

In Gran Bretagna attualmente i casi di corona virus latente si aggirano intorno ai 5.000/10.000.

L’Indipendent UK parlando con un medico inglese, sostiene che fino ad ora ai casi sospetti non è stato permesso di essere controllati, a meno che loro non abbiano contatti sicuri con alcuni paesi, come l’Italia, o con pazienti già infetti.

“A Londra ancora sognano che il virus non entrerà nel Regno Unito, non è nella cultura inglese consultare un medico per un’influenza, la gente qui crede che non sarà colpita come gli italiani che esagerano sempre e vogliono farne una tragedia”- afferma Barbara- “ l’80% dei posti letto in terapia intensiva sono pieni per altri motivi. Se dovesse aumentare il contagio, si prevede un collasso generale del sistema sanitario qui in Inghilterra.”

“Io ad esempio sono stata in contatto con delle persone vicine a soggetti già contagiati, ma io ovviamente non potevo saperlo. Credo che l’Italia in momento di grave crisi come questo stia riuscendo a dare il meglio di sé. Qui a Londra siamo pronti a lavorare da casa, gli italiani un po’ meno. Per il resto il virus non guarda in faccia nessuno.”

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