La sinistra che vince: il modello Messina

Pacifisti, movimento NoPonte, artisti del Teatro Pinelli, studiosi dei Beni Comuni, preti di periferia: a Messina la società civile s’è messa insieme, ha scelto un candidato sindaco – Renato Accorinti – e l’ha portato avanti. Mesi e mesi di campagna nei quartieri: “Non vi chiediamo il voto, vi chiediamo di lottare”. E via per il prossimo volantinaggio, per il prossimo incontro per la strada.

Non c’è stato bisogno di urlare insulti, non c’è stato bisogno di nessun guru e di nessun Vip. Decisioni prese sempre tutti insieme, dall’inizio alla fine, e senza grandi leader. E hanno vinto così.

Volevate sapere che cosa sono i movimenti dal basso, la famosa società civile? Eccoli: sono questi qua.

Speriamo che i politologhi, i grandi esperti dei media, i cucitori di alleanze e anche i grandi politici New Democrat e della Democracy 2.0 (nessuno dei quali s’era minimamente accorto che nella lontana Messina stesse accadendo qualcosa) adesso tengano le zampacce lontane da questa vittoria di poveri, di gente seria e perbene.

Qua infatti si sta cominciando a ricostruire l’Italia, senza grandi parole, così alla buona. E’ una politica semplice, con una parola banale: “democrazia”.

3 pensieri riguardo “La sinistra che vince: il modello Messina

  • 25/06/2013 in 14:58
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    Sarà dura, molto dura, con un consiglio comunale nominalmente avverso, almeno nella stragrande maggioranza.
    Ma Lui, indomito, è come il Nicola ( giustappunto nativo di Messina) della “ Leggenda di Colapesce”…..che dal fondo del mare regge le colonne della Sicilia.
    Auguri, caro Accorinti, integerrimo lottatore contro i traffici e i trafficanti, di ieri e di oggi.

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  • 02/11/2013 in 19:45
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    Carissimi Giovani Siculi,
    io appartengo alla “diaspora” siciliana e vivo ai piedi delle Dolomiti. Sono Messinese e, ogni estate non posso non trascorrere qualche settimana nella mia terra natia. E’ una necessità “ancestrale” e “vitale” allo stesso tempo; è come la necessità di tirare fuori le narici dalla nebbia nordica e respirare il bel venticello del nostro Stretto.
    Ma disgrazia vuole che il respiro coinvolga il senso dell’olfatto, gli occhi quello della vista ed insieme danno vita ai pensieri del mio cervello di ottantenne.
    Passeggiata al sole caldo del mattino di Agosto,
    Chiedo smarrito, a mio fratello che vive in questa stupenda Città,: perché queste montagne di immondizia puteolente e fumante (37 gradi all’ombra)?
    Perché, dice, il Comune non paga l’Azienda concessionaria e questa non paga gli operatori e così via….
    Continuo la mia passeggiata turandomi il naso che anelava il venticello marino…
    Mi beo della vista stupenda di piazza Duomo ma…
    Vedo un signore con una fascia al braccio che sanziona una contravvenzione alle auto parcheggiate nelle strisce blu ma prive di ticket o con tempo scaduto e chiedo:
    Ma scusa come mai i vigili urbani non hanno più la divisa?
    Mi rispondeil mio paziente fratello: Quello non è un vigile. E’ un “abilitato” a quel compito dall’Azienda che gestisce i parcheggi. I vigili non li vedrai anche girando per tutta la città.
    Accetto la sfida e propongo: Mettiamoci in macchina e giriamo per almeno tre ore per tutta Messina a caccia di un vigile.
    Acconsente con lo sguardo di colui che accontenta un bimbo capriccioso.
    Cominciamo un giro delle vie cittadine da nord a sud e viceversa, partendo dall’imbarcadero della Tourist. Gli dico di aver pazienza quando suona il clacson ad ogni semaforo appena diventa verde e vi è qualche macchia tra noi e l’incrocio. Richiesta inutile.
    Vado subito ai risultati omettendo le cose “da pazzi” viste in due ore e tre quarti in giro per le vie di tutta Messina.
    Vigili incrociati: una macchina in senso inverso al nostro ferma il terza fila senza alcuno a bordo.
    Forze dell’ordine: una macchina dei Carabinieri con autista ed un Capitano a bordo che ci supera pur essendoci la doppia striscia segnaletica al suolo, senza suonare e senza segnali acustici o visivi di loro competenza.
    Due macchine della Polizia di Stato ferme in doppia fila e con il personale che, a terra, discute tranquillamente.
    Chiedo esterefatto: ma dove sono tutti i vigili?
    Risposta con tono accondiscendente: Ma negli uffici comunali, ovviamente!
    Allora, dico, finalmente mi spiego il vostro Sindaco senza scarpe.
    Ha timore di far rumore camminando nei corridoi del Palazzo Civico e poter dar fastidio agli operosi vigili “sudati” di lavoro dietro le loro scrivanie…..Ben fatto!!!
    Questa è vera democrazia e rispetto dei lavoratori!
    Domani torno nel “capitalista” nord dell’Italia.
    E sentirò la mancanza di questa “felliniana” Città di Messina…….

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