Catania, a San Berillo come a Librino: intimidazioni o “scassapagghiari”?

Qualche giorno fa era successo nella sede di “Officina Rebelde”, nel quartiere San Berillo, durante la notte erano entrati rubando attrezzature e sporcando, a mo’ di sfregio, i locali con delle feci.

“Officina Rebelde” fa un lavoro politico e sociale nell’antico quartiere nel centro storico di Catania, attraverso la pratica della contaminazione culturale e una antimafia sociale.

San Berillo, un quartiere in cerca di una identità che le amministrazioni, che hanno governato negli ultimi cinquanta anni, non le hanno ancora restituito.

Questa notte al San Teodoro, il campo occupato e rimesso a nuovo dai “Briganti” di Librino, sono entrati i ladri.

Con un trave hanno sfondato la parte più debole del muro, dove ha sede, il “club house” intitolato a Giuseppe Cunsolo, ucciso in un incidente stradale in circostanze misteriose.

“Hanno sottratto le bevande del punto di ristoro e diversi palloni da rugby utilizzati dalla squadra, attrezzature fondamentali per noi”, ci racconta uno dei volontari che lavora al campo allenando i ragazzini delle squadre di rugby. Decine di bambini letteralmente sottratti alla strada, che nel campo San Teodoro trovano uno dei pochissimi luoghi dove giocare e praticare sport.

Il volontario era andato a recuperare i palloni per poi subito dopo recarsi ad allenare nelle scuole del quartiere, trovando un buco di circa un metro di diametro da cui sono entrati i ladri. “Hanno bucato il muro con una trave di legno, conoscevano la parte più debole dove colpire – affermano amaramente i volontari – questo significa che i ladri conoscevano già la struttura, magari sono anche venuti a vedere le nostre partite”. 

Anche in questo caso, la volontà, dei Briganti è quella di contaminare con delle buone pratiche i ragazzini e ragazzine, che altrimenti, sarebbero in mano della manovalanza criminale in un quartiere senza stato.

Qualche giorno fa il procuratore Giovanni Salvi è stato al campo San Teodoro per valutare il lavoro del gruppo di Renzo Piano, effettuati all’interno dei progetti di rammendo delle periferie nazionali.

Non è consueto che un Procuratore della repubblica, vada in un quartiere dove le istituzioni si vedono poco, questa visita può aver dato fastidio a chi vuol avere mano libera a Librino per i suoi sporchi affari?

Ma un’altro episodio inquietante, avvenuto qualche mese fa, preoccupano i ragazzi del San Teodoro.

Sul muro di cinta del campo sono state rinvenute scritte inneggianti al fascismo.

Vogliamo ricordare, che a Librino,c’è stata e forse c’è ancora una “cellula”di “Forza Nuova”: il lavoro dei “briganti”può dare fastidio anche a loro?

Questi sono i fatti, a noi tocca raccontarli, ma non senza dire la nostra.

Infatti crediamo che nei quartieri popolari della periferia e del centro storico ci sono dei presidi di democrazia, sotto forma di organizzazione sociale e volontaria, che hanno capito che li dove è assente lo stato e i diritti costituzionali, c’è bisogno di una politica che venga dal basso, che si contamini con gli uomini e le donne, per dire a questi e queste che una città diversa può esserci.

Se questo fosse realizzato darebbe fastidio e farebbe reagire “violentemente” tutti coloro che vogliono che il popolo dei quartieri rimanga in povertà e ignoranza, e allora, questa gentaglia vuole che tutto rimanga uguale,

Ma anche se questi atti fossero fatti da dei giovani senza speranza, che scelgono una micro criminalità per ottenere qualche spicciolo, lo Stato dovrebbe riflettere che questi ragazzi possono essere la futura manovalanza mafiosa.

 

A noi della società civile che crede nel riscatto e nell’antimafia sociale rimane il dubbio che questo aspetto non sia tenuto nella giusta considerazione. Per questo continueremo nel nostro lavoro senza paura e in nome della verità e dell’unità.

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