Diario di bordo #lescarpedellantimafia

Allazziti i scappi stritti e camina #giorno1

Oggi faceva caldo a Catania, è tornato il vento del sud. Siamo partiti da un’ora e l’autostrada per Palermo segue il corso torto del fiume Dittaino, passando di fianco alla zona industriale di Cuticchi guardata a vista da pigre pale eoliche. I campi sono secchi di spighe di grano già raccolte e hanno addosso i segni dei trattori e i lunghi solchi delle piogge improvvise d’estate. Aspettano il lavoro degli uomini e delle macchine, l’acqua e i semi per fare pane da vendere a fette in busta al supermercato. Quello al panificio lo chiediamo ai canadesi. Giulia si è appena ricordata di pagare l’affitto e prende il telefono mentre Viviana è seduta di fronte, distrae la nausea dalle scosse del camper. Dietro di noi in macchina altri quattro: non siamo molti, ma a Ciaculli ci aspettano gli altri e le altre dell’antimafia siciliana, anche loro con le scarpe allacciate strette per questo giro nei beni confiscati ai boss, ai sicari dei padroni, agli assassini con le lupare bianche e le coscienze di zinco e ruggine.

Alberto Incarbone

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