domenica, Marzo 8, 2026

Cultura

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Un viaggio andata e ritorno

“Votiamo per tornare, non torniamo per votare”, diceva uno striscione preparato da alcuni ragazzi. Non è proprio così. Oggi mi rendo conto che torniamo per questa energia, che le Rite passano, ma noi rimaniamo, insieme a questo treno, che rappresenta di per sé una vittoria politica. “Manco Garibaldi” diceva un altro striscione, riferendosi allo sbarco dei mille. Noi però eravamo di più.

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Le mani e l’acqua salata. Riflessioni di un pescatore siciliano

Attraverso la trasmissione orale e quotidiana dei saperi, attraverso l’esperienza di ogni notte e di ogni giorno, il piccolo pescatore costiero diventava architetto del mare, costruendosi un atlante della memoria diveniva al tempo stesso meteorologo, biologo, astronomo, geografo ed economo del suo stesso destino. E qui “le mani e l’acqua salata”, diventano simbolo ed emblema di un mestiere limpido, trasparente e dolcemente pesante. Ma estremamente “bello”.

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Gli appuntamenti di luglio al Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia.

Partecipare alle iniziative del Giardino di Scidà non è solo la possibilità di passare le calde serate estive al fresco del grande pino all’aperto, non è solo l’occasione di divertirsi con film e teatro ma è un modo di riappropriarsi di un pezzo di città, di vita: è un gesto di impegno civile contro la mafia, “per la giustizia, per Catania”.

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Gli ascari di Salvini

Noi Siciliani veri, che abbiamo rischiato la vita per il bene indivisibile della Sicilia e della Patria, che abbiamo dietro di noi decine e decine di caduti – comunisti e preti, giornalisti e magistrati – per la libertà dalla mafia e da tutti i padroni di questa terra, noi non ci degniamo di rispondere al crucco Salvini e ai suoi poveri servi. Solo, non si permetta di nominare i giovani siciliani come mio nonno, traditi dai generali e dal re ma pronti a dare la vita per quel pezzo d’Italia che i rinnegati e i vigliacchi adesso chiamano, alla faccia dei morti, col ridicolo nome di Padania.

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