Dr Jeckyll e Mr Job

“Soldi ai poveretti!”. “Affoghiamo i negri!”. Dalla “ggente” urla disordinate e diverse, che i politici manovrano a modo loro

La Confindustria difende il Jobs Act, e questa normalmente sarebbe una notizia “normale”. Invece, qui e ora, non lo è. La notizia infatti non è cosa dice la Confindustria, ma il fatto puro è semplice che la Confindustria osi dire qualcosa. La Confindustria infatti, in Sicilia, è capeggiata da un signore, Antonello Montante, che è amico dei mafiosi e che, a quanto hanno scoperto i carabinieri, complottava per accusare di mafia… i giornalisti che l’avevano sgamato, cioè noi dei “Siciliani” e Bolzoni di “Repubblica”. E gli altri? Alcuni degli altri, per esempio il valoroso collega Vincenzo Morgante, si facevano raccomandare da Montante per far carriera in Rai Sicilia (l’Ordine siciliano dei giornalisti, allora sordo e muto, ora lo butta fuori?).

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Insieme alla Confindustria, disgraziatamente, si è schierato il Pd – qualunque cosa sia il Pd adesso. “Normalmente” farebbe male, ma qui e ora fa malissimo. Confondere le denunce del razzismo con l’attacco ai precari è infatti oggettiva complicità con Salvini, e come tale va denunciata. Se l’ “opposizione” fosse questa (ma grazie a Dio non lo è) allora il Reich padano durerebbe veramente mille anni.

E veniamo al governo. Buone le dichiarazioni di Fico, buonina (magari tardiva) la memoria di Di Maio-Grillo sulle loro promesse elettorali. Abominevoli, e ormai penalmente rilevanti, i reati di Salvini, che ormai viola non solo gli articoli della Costituzione giurata ma anche diverse leggi penali. Egli è coperto dall’immunità parlamentare, ma i più dei suoi seguaci non lo sono affatto. Ma i magistrati ci vanno, su facebook? Li ascoltano, gli sbraitamenti degli Streicher de noatri? E com’è che le galere non sono piene, come dovrebbero, di aspiranti assassini (che ogni tanto già ammazzano davvero) e di istigatori alla delinquenza?.

I Tribunali penali internazionali (quelli che hanno ben giudicato serbi e croati) tuttavia non hanno bisogno di specifiche iniziative locali. Possono incarcerare sulla base delle convenzioni violate, del diritto internazionale, degli accertati crimini contro l’umanità. Non è esimente, presso di loro, la qualità di ministro o uomo di stato. Io credo che entro due anni si occuperanno abbastanza dei fatti nostri. Vi pare improbabile? Sembrava improbabile anche al buon Milosevich. Ma Dio non paga il sabato, e neanche la politica internazionale.

Nello stesso governo, non giallo-verde ma giallo-nero, coesistono paranoicamente non due alleati, ma due distinte e coesistenti personalità. E’ un fenomeno ben noto in psichiatria: il povero ragionier Di Maggio, che era tanto una brava persona (e infatti la domenica lo vedete distribuire soldini, uscendo dalla chiesa, ai poverelli), stanotte è stato sorpreso a cercar di dare fuoco a un barbone. “Ma ragioniere, che ha fatto? Proprio lei…” ha detto il maresciallo, imbarazzato. “Quale ragioniere! Io sono il komandante Von Krauten, e ora v’invado tutti! Dov’è la Polonia? Dove sono i demoplutocrati servi degli ebrei?”.

Il ragioniere per questa volta, se l’è cavata con una denuncia a piede libero e con la raccomandazione, alla sua povera moglie, di portarlo al più presto da uno specialista. Ma la moglie del nostro lìder non ci pensa. (Ma chi è il nostro lìder? Quello di giorno, quello di notte, tutt’e due in uno?).

Ma se lei non ci pensa, amico mio, perché non ci pensi tu? Tu che hai votato allegramente per spodestare i ladroni, non per annegare i bambini dei poveracci. Non è vero che il popolo ha votato per Jeckyll e per Hyde tutt’insieme. Solo un italiano su dieci (il 17 per cento del settanta per cento) ha votato per le Sa. Ma gli altri no, è un imbroglio dei politici far finta che così sia stato.

Adesso, a colpi di propaganda scientifica (Goebbels più McLuhan è una bella accoppiata) cercano di convincerti, anche te, alla camicia nera. “Maledetti negri! Hanno chiuso la Fiat per rubarci il lavoro!”. Questo ancora non l’hanno detto. Ma lo diranno. Tutto pur di non parlare di Marchionne, che è quello che comanda.

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