Indimidazione al sindaco di Furnari (Me)

Stanotte è stato commesso un grave atto intimidatorio contro il sindaco di Furnari (Me), l’avvocato Mario Foti. Ignoti hanno incendiato una vettura di sua proprietà parcheggiata davanti alla sua abitazione di Tonnarella, frazione marina del centro tirrenico.

“In questi giorni avevo presentato una denuncia preventiva perché me l’aspettavo” – ha dichiarato a caldo Foti – “le indagini sono in corso ma crediamo di poter presto identificare i responsabili”.

L’avvocato Foti è impegnato fin dalla sua elezione – nel novembre del 2011 – in una forte azione di contrasto sia alla criminalità organizzata – il comune di Furnari e il sindaco Foti sono parte civile nei processi Torrente e Gotha-Pozzo 2 “al fine di tutelare i diritti e gli interessi della comunità furnarese vilipesi a seguito delle note vicende emerse in detto procedimento nel quale emergono vicende ed imputati che hanno anche determinato, con D.P.R. 4 dicembre 2009, lo scioglimento del Consiglio Comunale e dei relativi organi elettivi” – sia a difesa e tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini furnaresi da un decennio soggetti ai deleteri effetti provenienti dalla vicina discarica di rifiuti solidi urbani di contrada Zuppà nel comune di Mazzarrà Sant’Andrea. Una battaglia – quella contro la discarica e i realizzandi impianti industriali connessi – che Foti porta avanti da tempo, ben prima della sua elezione, e che proprio in questi giorni lo vede attivo sia davanti al consiglio di giustizia amministrativa di Palermo nel procedimento relativo all’annullamento – da parte del Tar di Catania delle Aia (Autorizzazione integrata ambientale) concesse dalla regione alla Tirrenoambiente – proprietaria della discarica – che nell’opposizione presso l’Assessorato regionale al territorio al progetto della Tirrenoambiente di ampliamento e completamento di un impianto di smaltimento dei percolati da discarica, ritenuto pericoloso per la salute “considerato che in quel luogo, a meno di 300 m. esiste una riserva idrica protetta, i pozzi del Comune di Furnari utilizzati per il consumo umano e a circa un chilometro il mare con porti e strutture turistiche ed alberghiere (Portorosa)”.

Azioni queste alle quali – secondo il primo cittadino furnarese – potrebbe essere legato l’atto intimidatorio di questa notte.

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