lunedì, Maggio 20, 2024
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Beni confiscati. Fava: “associazioni uniche istituzioni a vigiliare e denunciare”

A oltre 40 anni dall’approvazione della legge La Torre, l’unica istituzione che in Sicilia svolge un lavoro di monitoraggio, vigilanza e denuncia sul destino dei beni confiscati alle mafie è la rete delle associazioni (Libera, Arci, Siciliani Giovani e molte altre…).

Lo ha fatto in questi anni con consapevolezza e disciplina, mostrando all’Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, alla Regione, alle Prefetture e ai tanti campioncini dell’antimafia da parata tutte le smagliature, le insipienze, le opacità di un sistema che non funziona.


Se si continua a parlare di centinaia di beni immobili confiscati in Sicilia e ormai ridotti a una collezione di macerie, se si conoscono i parenti dei mafiosi che continuano ad abitare nelle ville sequestrate e a coltivare i terreni confiscati, se c’è attenzione verso i comuni che faticano ad avviare progetti di recupero e riutilizzo sociale di quei beni (encomiabile fino ad ora il lavoro svolto dal comune di San Gregorio sulla palazzina tolta ai Santapaola), il merito va riconosciuto solo a queste associazioni, al prezioso lavoro di supplenza istituzionale che hanno svolto: l’ultimo episodio, pochi giorni fa, il loro tour tra Randazzo, San Gregorio e Palagonia.


La Commissione Antimafia regionale, negli anni della mia presidenza, provò a costruire un focus e un rilancio di attenzione, con un anno di audizioni, sul tema dei beni confiscati, sul loro precario utilizzo, sulla sorte delle aziende confiscate e sulle ombre lunghe che le famiglie di Cosa Nostra continuano a proiettare sulla “loro” roba. La prima esigenza che ci mosse fu anzitutto quella di non far sentire isolate le associazioni oggi in prima linea su questo terreno.


Sarebbe bene che altri, ed altre istituzioni, sostenessero oggi questo lavoro e al tempo stesso pretendessero l’attivazione e la limpidezza di tutti gli strumenti istituzionali di cui disponiamo. La strada dell’inferno è lastricata di comunicati stampa: se ci accontentiamo di questi, partiamo già sconfitti.


Claudio Fava
già Presidente della Commissione Antimafia dell’Assemblea Regionale Siciliana

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