martedì, Aprile 16, 2024
-rete-

Una giudice

Roma, sei ottobre millenovecentoquarantatre.

Buonasera.

Buonasera, mein führer.

È lei la giudice che ha liberato quegli ebrei?

Sì mein führer, sono io.

Perché lo ha fatto, non lo sa quale danno producono alla nostra nazione?

Ho applicato la legge, mein führer.

Ma lei lo sa che in questo modo si è messa contro il governo, contro la nazione e contro il popolo?

Mein führer, ho applicato la legge.

Ma che fa, mi prende in giro? Il Governo ha emanato la legge per rinchiudere gli ebrei, non certo per liberarli. Lei sta boicottando questo Governo, lei è una sovversiva, lei trama contro il nostro capo supremo e contro il popolo.

Io faccio il mio lavoro, mein führer, applico le norme. Le mie idee non c’entrano.

Allora ammette di essere una sovversiva?

Io sono una giudice, mein führer.

Lei è stata vista partecipare a una protesta contro la scelta del signor Ministro di tenere chiusi quegli ebrei. Vuole negarlo?

Mein führer, vuole forse impedirmi di esprimere un’idea, di manifestare un’opinione. Vuole forse che io non pensi?

Lei deve pensare ciò che il Governo pensa, lei deve applicare le norme così come il Governo le interpreta, lei non può usare le leggi per sabotare l’azione del Governo contro la piaga semita. 

Mein führer ma io ho una coscienza.

Lei straparla, ma chi si crede di essere? Ma come si permette? Lei deve dimettersi immediatamente, deve lasciare la magistratura, deve scusarsi con la nazione. E si prepari al peggio. Quello che faremo a lei resterà da monito per tutti gli altri giudici: che nessuno si permetta di contraddire il Governo.

Mein führer, c’è altro?

Catania, sei ottobre duemilaventitre.



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