Il presepe lo fanno i comunisti

Un tempo il viaggio fu da Nazaret a Betlemme. Oggi da Mineo a Catania. Il presepe quest’anno non si esporrà in casa, sarà un presepe vivente. Potere al Popolo ha già messo a disposizione il centro popolare Colapesce per ospitare i migranti cacciati dal Cara di Mineo, la Rete Antirazzista Catanese ha lanciato una gara di solidarietà per reperire indumenti, coperte e per aprire le sedi di chiese, sindacati, associazioni all’accoglienza di chi non ha più dove abitare.

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Il business ai poteri forti, le baracche ai migranti

Ha le idee chiare in tema di “buona accoglienza” dei migranti il neosindaco di Messina Cateno De Luca. Inviperito per la decisione di trasferire temporaneamente nel lager-hotspot di Bisconte le vittime innocenti dell’ennesima campagna fascioxenofoba del ministro Salvini (i cittadini eritrei soccorsi nel Mediterraneo dalla nave “Diciotti” della Guardia Costiera), De Luca ha suggerito un “equo” scambio di ospitalità: i baraccati messinesi in albergo, i migranti nelle baracche peloritane.

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Sulla pelle degli ostaggi della Diciotti non c’era nulla da vincere

In presidio al porto di Catania, tentando ogni maniera per far sentire la nostra solidarietà alle donne e agli uomini a bordo della nave Diciotti, noi non giocavamo a braccio di ferro col Ministro Salvini. Mai abbiamo pensato che il nostro stare lì fosse soltanto l’espressione politica dell’opposizione alle scelte del Governo. Se così fosse stato avremmo dovuto avallare che tenere ostaggio delle persone, causando malattie e sofferenze, potesse essere una legittima scelta di un Governo.

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Un arancino per accogliere

L’arancino è diventato un simbolo di solidarietà e accoglienza. “Avremmo voluto darli ai 177 migranti, ma ovviamente non ce lo hanno permesso” dice una manifestante. “Il cibo da noi in Sicilia è un modo per accogliere gli ospiti” raccontano. “Abbiamo mostrato pacificamente che Catania è aperta, solidale. La città vuol far capire il suo dissenso sugli ostaggi della Diciotti” dichiara uno degli organizzatori. 

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Fateli scendere.

La nave Diciotti a Catania. Salvini tiene in ostaggio centosettantasette persone, le associazioni in manifestazione chiedono che vengano fatte sbarcare. L’appello: Da molti giorni 171 donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. È inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano delle 171 persone stremate e in precarie condizioni di salute.

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Dr Jeckyll e Mr Job

Non è vero che il popolo ha votato per Jeckyll e per Hyde tutt’insieme. Solo un italiano su dieci (il 17 per cento del settanta per cento) ha votato per le Sa. Ma gli altri no, è un imbroglio dei politici far finta che così sia stato. Adesso, a colpi di propaganda scientifica cercano di convincerti, anche te, alla camicia nera. 

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Gli ascari di Salvini

Noi Siciliani veri, che abbiamo rischiato la vita per il bene indivisibile della Sicilia e della Patria, che abbiamo dietro di noi decine e decine di caduti – comunisti e preti, giornalisti e magistrati – per la libertà dalla mafia e da tutti i padroni di questa terra, noi non ci degniamo di rispondere al crucco Salvini e ai suoi poveri servi. Solo, non si permetta di nominare i giovani siciliani come mio nonno, traditi dai generali e dal re ma pronti a dare la vita per quel pezzo d’Italia che i rinnegati e i vigliacchi adesso chiamano, alla faccia dei morti, col ridicolo nome di Padania.

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