Il presepe lo fanno i comunisti - I Siciliani Giovani

Il presepe lo fanno i comunisti

Solidarietà contro Salvini. Centri sociali e Rete Antirazzista preparano l’accoglienza.

In tutte le scuole di Trento quest’anno saranno esposti Maria, Giuseppe e il Bambinello. La Lega ha deciso di condurre la crociata per portare i presepi in tutti i locali pubblici. Ma tranquilli, non si tratta di moralizzazione. Per la Lega la cristianità è un fatto estetico, un outfit da mostrare, uno stile d’arredamento. Di Vangelo neanche l’ombra.

Infatti mentre i deputati padani danno battaglia per esporre il crocifisso e presepe, il ministro Salvini vara con il complice ebetismo del movimento 5 stelle norme che condannano migliaia di persone alla clandestinità, che gettano per strada, proprio sotto Natale, centinaia di famiglie. Un decreto Erode, contro i nazareni.

Nelle prossime ore centinaia di donne, di uomini e di bambini con permesso di soggiorno per motivi umanitari, a causa del decreto Salvini, saranno buttati fuori dai centri di accoglienza sparsi per tutto il territorio nazionale, circa un centinaio verranno cacciati solo dal Cara di Mineo. Interi nuclei familiari senza alcun reddito, in condizione di povertà assoluta, rimarranno in strada. E dovranno fuggire dalle persecuzioni delle ordinanze antibivacco, andare lontano dai centri storici dove va tutelato il decoro, stare alla larga dai palazzi pubblici abbandonati perché sono vietate le occupazioni. Saranno doppiamente profughi, vagabondi e fuggiaschi, persino nel paese che avrebbe dovuto accoglierli e tutelarli.

Un tempo il viaggio fu da Nazaret a Betlemme. Oggi da Mineo a Catania. E il presepe che accompagnerà il natale sarà un presepe vivente. Potere al Popolo ha già messo a disposizione il centro popolare Colapesce per ospitare i migranti cacciati dal Cara di Mineo, la Rete Antirazzista Catanese ha lanciato una gara di solidarietà per reperire indumenti, coperte e per aprire le sedi di chiese, sindacati, associazioni all’accoglienza di chi non ha più dove abitare.

“Sappiamo che le nostre strutture non sono idonee a ospitare le persone per lungo periodo, il nostro spazio è umido, freddo – dice Valeria Castorina di Potere al Popolo – ma è pur sempre un tetto. Noi non vogliamo sostituirci ai doveri di solidarietà delle istituzioni ma di fronte alle famiglie cacciate via dai centri di accoglienza non possiamo star fermi a guardare e basta. La stessa cosa per tutte le famiglie che sfrattate o senza casa, sono costrette a dormire all’aperto con il freddo di questi giorni: noi apriamo le nostre porte”. “Ciò che riusciremo a mettere insieme tra vestiti, coperte, cibo, lo divideremo tra chi ne ha bisogno. Ma è importante che tutte e tutti si mobilitino, dobbiamo essere tanti, dobbiamo essere tutti”. “Poi occorrerà che con urgenza Croce Rossa, Caritas, Comune di Catania approntino delle strutture per garantire ricovero a chi ne ha bisogno”.

Nell’era Salvini il presepe lo fanno i comunisti.

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